L’intervento di Roberto Mancini

Il lavoro per l’uomo
1. Una questione antropologica
Una riflessione attenta allo statuto e al valore del lavoro implica direttamente la ripresa della domanda del Salmo (8, 2): “che cosa è l’uomo, perché te ne ricordi ?”. Per capire la realtà del lavoro e quale politica debba essere perseguita per tutelarlo in quanto diritto umano fondamentale, è necessario anzitutto chiedersi quale sia la nostra identità e la nostra destinazione. Dobbiamo imparare a riconoscere sempre meglio l’umanità come modo d’essere di ciascuno e come comunità mondiale da cui nessuno è escluso. Lo scopo del mio intervento è allora quello di richiamare il nucleo della consapevolezza antropologica al di sotto della quale non possiamo andare, per entrare poi, sulla base di tali coordinate di senso, nell’analisi delle dinamiche del lavoro oggi.
L’indicazione di fondo, maturata in millenni di esperienza e di ricerca, afferma che la persona umana è un infinito valore vivente, così come lo è l’umanità intera. Questo valore fiorisce e può esprimersi nella convivenza costruita secondo giustizia, dove a sua volta la giustizia intera e coerente è la giustizia secondo la dignità, da cui derivano doveri e diritti ineludibili. Tutte le tradizioni delle fedi e delle sapienze del mondo ci dicono che non siamo nati per sopravvivere, né per morire e far morire; siamo nati per trasfigurare l’esistenza e la convivenza in modo che riescano a diventare vita vera, vita buona comune.La fede cristiana, da parte sua, concorda con questa antropologia. (…)
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L’intervento di Roberto Mancini
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR