Lo Spirito ci abilita a parlare d’amore

19 maggio 2013 – Solennità di Pentecoste – Anno C

Avendo fatto esperienza dell’amore del Signore nel mistero pasquale lo Spirito santo ci rende capaci di parlare di questo amore a tutti gli uomini, così che ciascuno può comprendere e accogliere la vita che viene da Dio.Giovanni 14,15-16.23-26 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16 e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
23 Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
25 Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. 26 Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
 
La pentecoste è la memoria del dono dello Spirito da parte di Gesù ai discepoli. Essa è narrata nella forma canonica in Atti 2,1-11 (la prima lettura), in cui lo Spirito permette ai discepoli di annunciare l’evangelo a tutte le nazioni e di essere da esse compresi nella lingua che tutti capiscono: quella dell’amore e del perdono dei peccati. Ma anche Giovanni narra di questo dono che viene accompagnato da quello della pace (Gv 20,19,22), abbondanza di vita che si diffonde da chi la riceve da Dio a coloro con i quali essi vogliono condividerla.
Gesù sta istruendo i suoi discepoli dopo l’ultima cena e prima della sua passione. I capp. 14-17 del vangelo di Giovanni sono il suo testamento, le sue raccomandazioni per comprendere quanto sta per succedere e per quanto accadrà dopo la sua morte e resurrezione.
 (leggi tutto nel documento correlato sotto l’immagine a sinistra) 

Lo Spirito ci abilita a parlare d’amore
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