Luigi Bobba (1998-2006)

L’undicesimo presidente nazionale delle Acli è Luigi Bobba. Nato a Cigliano, in provincia di Vercelli, il 29 maggio 1955. È sposato, con due figlie. Laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Torino (1979), diventa Segretario di Gioventù Aclista, (1983-1986) e poi è responsabile del settore lavoro e della cooperazione. Dal 1994 è vice presidente nazionale delle Acli e il 29 novembre del 1998 viene eletto presidente, e resta in carica fino al marzo del 2006.

Dal 2006 è parlamentare nelle fila del Partito democratico.

Bobba è il primo presidente aclista che rappresenta la generazione che si è formata nella stagione post-ideologica dei movimenti e delle associazioni. Aveva infatti solo 15 anni quando le Acli facevano la scelta più sofferta di tutta la loro storia ed è stato tra i più convinti sostenitori della pacificazione con la gerarchia della Chiesa e della rigenerazione, anche spirituale, del movimento aclista.

La sua Presidenza si è caratterizzata per una apertura ad orizzonti più europei e internazionali (Congresso di Bruxelles), per una ripresa della ricerca culturale e del “tornare a pensare” (Convegni di Vallombrosa e poi di Orvieto), per l’importanza della spiritualità e della formazione come forze propulsive di una più efficace operosità e di un nuovo sviluppo associativo e di una crescente integrazione del sistema Acli.

Nel 2000, il XXI Congresso nazionale di Bruxelles lo conferma presidente nazionale delle Acli.

Il programma della Pre­si­denza Bobba appare molto ampio e lineare, articolato su cinque linee progettuali che impegnano tutto il movimento: il lavoro (Ma­nifesto per la flessibilità sostenibile); il welfare; la pace-cooperazione-immigrazione; la rete europea; la globalizzazione della solidarietà.

A questi obiettivi si aggiunge la realizzazione della Carta dei servizi e delle imprese, la Scuola nazionale di formazione per i quadri dirigenti, l’impulso dato alla Fai.

Ecco, in sintesi, nelle parole di Luigi Bobba, una mappa operativa degli impegni assunti dalla sua Presidenza a partire dal Congresso di Bruxelles:

«a) Testimoniare: innanzitutto una ragione di ordine spirituale. Il nostro essere cristiani, in una società che non è più naturaliter cristiana, non può essere confinato al foro interiore della coscienza. È forza viva, capace di alimentare tutti gli ambiti del vivere, dalla famiglia al lavoro, dall’economia alla politica.

b) Seminare: la vita associativa, qualificata secondo i principi del nostro statuto, è occasione per realizzare qualcosa di positivo non tanto e non solo per sé ma per gli altri. Una proposta educativa e formativa che non contrapponga dedizione agli altri  e realizzazione di se stessi rappresenta, oggi, un potente antidoto alla deriva individualistica e soggettivistica del vivere sociale.

c) Sentinelle: gli aclisti, con le loro unità associative (circoli, centri di formazione, società sportive, cooperative), possono svolgere il compito di sentinelle: avvistare i cambiamenti, individuare i rischi e le opportunità, intravedere i percorsi da compiere. Sentinelle specialmente per i più deboli, per coloro che hanno meno strumenti per comprendere le trasformazioni che stanno avvenendo e che vedono la loro vita e il lavoro diventare più precari e incerti.

4) Lavoro.it: è la radice della missione delle Acli, ma anche il punto più critico, quello che richiede maggior elaborazione culturale e più coraggio nello sperimentare forme nuove di azione sociale. La dignità del lavoratore del XXI secolo si giocherà prevalentemente attraverso una effettiva possibilità di accesso ai saperi, alle conoscenze, alle tecnologie; se non si vuole subire lo scacco della globalizzazione, occorre agire non solo dal versante del lavoro ma anche da quello del consumo, del risparmio, dell’uso del tempo di vita». Oggi la tutela e la promozione del lavoro passano per un impegno capace di rendere sostenibile la flessibilità trasformandola in flessibilità “promozionale”.»

Ma forse la vera preoccupazione che anima molteplici iniziative della Presidenza Bobba sembra essere la volontà di ricostruire un dialogo e una cooperazione vitale tra i movimenti e le realtà associative del nostro Paese. Ne sono una concreta testimonianza la promozione e il sostegno dati al Forum del Terzo Settore e la nascita di “Retinopera”, una rete di collegamenti tra associazioni e movimenti di cristiani che vogliono evitare il rischio della irrilevanza e della loro insignificanza nella vita sociale e politica italiana.

Luigi Bobba (1998-2006)
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