Luoghi di culto islamici

Sul tema del diritto di culto degli immigrati islamici (vedi notizia precedente) è da registrare un nuovo importante contributo: la pubblicazione di un documento del Comitato per l’Islam italiano nominato dal ministro degli Interni. Il testo, dopo aver fatto il punto sui vari disegni di legge depositati in Parlamento, sottolinea come appaia urgente indicare alcuni criteri per  evitare che – sebbene per l’edilizia di culto non sia necessaria la sottoscrizione di intese fra lo Stato e la comunità islamica in base a quanto previsto dall’articolo 8 della Costituzione italiana – la proliferazione di luoghi di culto al di fuori delle regole dia luogo a incomprensioni con la popolazione circostante, nonché a fenomeni di disturbo alla quiete pubblica che generi a sua volta conflittualità”.

Il documento prende in considerazione i vari risvolti del problema: il rispetto delle leggi urbanistiche e della destinazione d’uso dei locali, le esigenze di sicurezza e di ordine pubblico, la compresenza di varie attività della comunità e così via. Pur non nascondendo una pluralità di opinioni in merito, il documento osserva che “sul territorio italiano va rispettata la legge italiana, non soltanto allo stesso modo in cui la si rispetta in Paesi a maggioranza islamica dove le normative in materia religiosa sono finanche più restrittive che in Occidente”. Così anche viene ricordato che “s
pirito di servizio” (in arabo, kidmah) una delle soluzioni culturali da “applicare alla società più estesa oltre le mura della moschea, per ottenere un coinvolgimento più ampio attraverso l’impegno sociale e civico”.

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Luoghi di culto islamici
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR