Mangiare Gesù per vivere

Dilogando con i giudei Gesù li esorta a credere che solo se mangeranno la sua carne e berranno il suo sangue potranno avere parte alla vita eterna. Ma se Gesù intende ciò in modo simbolico, i suoi interlocutori lo intendono in modo materiale e ne rimangono sconcertati. Ora il simbolo non è qualcosa di irreale, come spesso riteniamo ai nostri giorni, ma è qualcosa che opera realmente in quanto mette in relazione realtà diverse, in questo caso: mangiare la carne e bere il sangue di Gesù con la nostra vita, cioè entrare in relazione con Gesù vivente. Se ci fermiamo alle apparenze del simbolo ci disgustiamo come i giudei, se invece lo accogliamo come un ponte reale che ci mette in relazione con ciò che esso indica, Gesù vivente, possiamo coglierne tutte le potenzialità e farci accompagnare nel mistero di Gesù che si dona a noi.

La carne e il sangue indicano la vita di Gesù. Se non li mangiamo, cioè se non li facciamo nostri a tal punto che diventano parte di noi, carne e sangue nostro, non possiamo avere in noi la vita vera, quella che viene da Gesù, figlio di Dio e vero uomo.

Chi mangia la carne e il sangue di Gesù, cioè chi entra in relazione con il Vivente, ha la vita eterna e nell’ultimo giorno prenderà parte definitivamente alla resurrezione di Gesù, risorgendo a propria volta. Questo perché la carne e il sangue di Gesù sono la vera vita che ci nutre veramente. Non c’è altro cibo che possa farci veramente vivere. E’ una questione di fede, ma anche di sapienza, come abbiamo visto nella prima lettura.

Mangiare la carne e bere il sangue di Gesù significa rimanere reciprocamente l’uno nell’altro: Gesù in noi e noi in lui. Rimanere vuol dire sostare in Gesù, non muoversi da lui, avere il proprio baricentro in lui, così che lui fa da baricentro in noi e nella nostra vita. La vita, che è la caratteristica del Padre che Giovanni mette particolarmente in evidenza, è passata dal Padre in Gesù e così accade che se noi mangiamo Gesù, questo farà vivere anche noi della vita del Padre.

Gesù ha finito il suo discorso e ora può dire con tranquillità che lui è il vero pane disceso dal cielo, quello che dà la vita vera. Infatti la manna che hanno mangiato i padri non ha dato loro la vita, in quanto sono morti e tutti lo possono testimoniare. Chi invece mangia Gesù, il vero pane disceso dal cielo, vivrà in eterno.

 

16 agosto 2015 – XX DOmenica Tempo Ordinario – Anno B

Giovanni 6,51-58

In quel tempo, Gesù disse alla folla: 51 «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

52Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.

58Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

 

Leggi tutto nel documento allegato
 

Mangiare Gesù per vivere
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR