Manovra: saldi negativi per famiglie e fasce deboli

Le Acli chiedono a Governo e Parlamento di intervenire per correggere le misure

«Malgrado le buoni “intenzioni”, il saldo economico per le famiglie e per le fasce più deboli della popolazione rischia di essere pesantemente negativo. Governo e Parlamento possono e devono intervenire per correggere e migliorare le misure previste nella legge di stabilità». Lo affermano le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani commentando la “manovra” approvata dal Consiglio dei ministri.   Apprezzabile per le Acli l’impegno del Governo per l’introduzione della Tobin Tax, così come «lo sforzo per trovare una soluzione alla questione degli esodati». Condivisibile anche l’idea di differenziare il peso dei sacrifici alleggerendo l’Irpef per i redditi medio-bassi, ma «il complesso delle misure adottate produce più svantaggi che vantaggi per le famiglie e le fasce più deboli».   «Mentre infatti l’aumento dell’Iva è uno svantaggio certo per tutti – spiegano le Acli – i vantaggi provenienti teoricamente dalla riduzione delle aliquote Irpef non solo lasciano fuori una larga platea di incapienti, ma sono di fatto erosi e vanificati dall’introduzione del tetto di 3000 euro alle detrazioni e della franchigia di 250 euro per deduzioni e detrazioni. Occorre assolutamente intervenire perché il richiamo all’equità non sia solo nella teoria ma anche nella pratica dell’azione di Governo».

Manovra: saldi negativi per famiglie e fasce deboli
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR