Marche: Al referendum votare quattro sì

Acqua, nucleare e legittimo impedimento. Su questi i temi legati al referendum del 12 e 13 giugno hanno discusso il 29 maggio a Loreto (An) i membri del consiglio regionale delle Acli Marche. “Andare a votare e votare quattro sì” è stato l’invito lanciato dai dirigenti aclisti a termine dell’incontro. Due sì per l’acqua perché, si legge nel documento del consiglio Acli Marche, “l’acqua deve restare un bene comune e quindi i servizi idrici non devono essere affidati ad aziende private e in particolare alle grandi multinazionali che li gestirebbero a loro esclusivo profitto”.

Un sì per rifiutare la costruzione delle centrali nucleari in Italia: “Dopo Chernobyl e la recente esperienza del Giappone – scrivono gli aclisti marchigiani – il ritorno al nucleare è inaccettabile; per un Paese soggetto a frequenti e gravi terremoti come l’Italia, i rischi del nucleare sono sicuramente maggiori rispetto ai benefici che se ne avrebbero dal punto di vista energetico”.Infine, le Acli Marche raccomandano un sì per abolire la legge 51 del legge 7 aprile 2010 sul legittimo impedimento. “Nel rispetto della nostra Costituzione – spiegano le Acli – tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge; perciò, in caso di indizi per reati comuni, anche i ministri e il presidente del consiglio devono presentarsi in tribunale e accettare il processo, come tutti i cittadini italiani”. Purtroppo, lamentano le Acli, “l’informazione radio-televisiva, anche quella pubblica, sta dedicando scarsa attenzione all’appuntamento referendario con il chiaro intento di far mancare il quorum” mentre “la partecipazione al voto è un diritto-dovere per tutti i cittadini”. 

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Fonte UNHCR
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