“Meriam deve vivere”. Il sostegno alla petizione di Avvenire

Il Coordinamento donne Acli: rispettare il diritto alla libertà religiosa.

 

Le donne delle Acli si uniscono alla campagna del quotidiano Avvenire “Meriam deve vivere”, ai tanti appelli e mobilitazioni per dire basta a chi nega la libertà religiosa ed a chi fomenta l’odio su base religiosa o etnica. “La persecuzione contro i cristiani continua indisturbata in molte parti del mondo”, come ha ricordato questa mattina il cardinal Angelo Bagnasco all’Assemblea generale della Cei.
In questi giorni una donna sudanese, Meriam, cresciuta dalla madre etiope come cristiano ortodossa, è stata condannata a morte per apostasia dell’Islam, da un tribunale locale, in primo grado di giudizio.

Agnese Ranghelli, responsabile del Coordinamento donne Acli afferma: “è inconcepibile e va assolutamente condannata senza mezzi termini questa atrocità. Ogni anno vengono uccisi tanti cristiani solo perché cristiani. Per questo ci si aspetta dalla Comunità Internazionale una riflessione politica ad ampio coinvolgimento istituzionale in cui si ribadisca il rispetto dell’inalienabile diritto alla libertà religiosa”.

Le donne delle Acli, che auspicano un futuro di unità, di riconciliazione e di pace per la Nigeria, aderiscono anche alla mobilitazione “Bring Back Our Girls” per riportare a casa le oltre duecento studentesse nigeriane rapite lo scorso 14 aprile nello stato del Borno, nella Nigeria nord-orientale, da Boko Haram il gruppo terroristico noto per aver compiuto numerosi massacri contro la popolazione inerme dei villaggi, raggiunti con blindati e corazzati trafugati dalla Libia dopo la caduta del regime di Gheddafi.

“Meriam deve vivere”. Il sostegno alla petizione di Avvenire
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR