Mettiamoci in gioco

Gioco d’azzardo,
 la politica si impegni a regolamentare il fenomeno
La campagna “Mettiamoci in gioco” chiede ai candidati alle elezioni politiche
di sottoscrivere un documento in otto punti.
Presentato oggi un dossier sul rapporto tra esponenti politici e concessionari dei giochi
Roma, 11 febbraio 2013
“Mettiamoci in gioco”, campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo ha lanciato oggi – in una conferenza stampa al Senato – un appello ai partiti e ai candidati alle prossime elezioni politiche affinché assumano pubblicamente l’impegno, per la prossima legislatura, a regolamentare la diffusione del gioco d’azzardo nel nostro paese.
La campagna – promossa da ACLI, ADUSBEF, ALEA, ANCI, ANTEAS, ARCI, AUSER, Avviso Pubblico, CGIL, CISL, CNCA, CONAGGA, Federconsumatori, FeDerSerD, FICT, FITEL, Fondazione PIME, Gruppo Abele, InterCear, Libera, Shaker – pensieri senza dimora, UISP – ha presentato un proprio documento in otto punti intitolato “Un limite all’azzardo”, nel quale si chiede di: dare ai sindaci un reale potere di controllo sul fenomeno nel loro territorio; ridurre l’alta variabilità attuale nella tassazione sui diversi giochi incrementando le entrate per lo stato, rimaste stabili pur in presenza di un volume d’affari crescente; portare a termine le procedure per l’inserimento del gioco d’azzardo patologico nei Livelli essenziali di assistenza, che devono essere garantiti dal servizio sanitario nazionale; vincolare l’1% del fatturato annuo dei giochi d’azzardo al finanziamento delle azioni di prevenzione, assistenza, cura e ricerca relative al gioco d’azzardo patologico; dare seguito a quanto stabilito nel decreto Balduzzi sulla regolamentazione della pubblicità che riguarda il gioco d’azzardo, vietando inoltre le pubblicità che indicano le possibilità di vincita senza contrapporle alle possibilità di perdita e quelle che promuovono illusorie probabilità di vincite facili; vincolare l’esercizio delle concessioni al rispetto del codice di autoregolamentazione pubblicitaria adottato dalla Federazione Sistema Gioco Italia, stabilendo al contempo una Authority di controllo esterna ad Aams; stabilire una moratoria sull’introduzione di nuovi giochi fino a quando non saranno noti i risultati delle ricerche promosse da enti terzi sui rischi e i benefici delle attuali politiche in materia; adottare un registro unico nazionale delle persone che chiedono l’autoesclusione dai siti di gioco d’azzardo.
Mettiamoci in gioco chiede ai candidati alle elezioni politiche di “metterci la faccia”, di fare proprio questo programma di regolamentazione, superando il far west attuale in cui a perdere sono proprio i cittadini, allettati dall’illusione delle “vincite facili” che si traducono piuttosto in danni sanitari, sociali ed economici sempre più rilevanti. La campagna ha presentato un proprio dossier sul rapporto tra politica e gioco d’azzardo che evidenzia la debolezza delle forze politiche nei confronti della lobby dell’azzardo e, a volte, la vera e propria connivenza.
Nell’incontro di oggi è stato anche sottolineato che l’Italia ha tutto l’interesse, in questo momento di crisi, a sostenere beni e servizi che rilanciano l’economia. L’azzardo, invece, è recessivo perché non ha ricadute ampie sul tessuto economico. Inoltre, per tenere in piedi un sistema sempre più in affanno, è stato ridotto progressivamente il prelievo fiscale sui nuovi giochi. Incentivare beni e servizi con tassazione ben più elevata favorirebbe molto di più le casse dello Stato.
I promotori della campagna sono pronti a fare la propria parte. In conferenza stampa è stata annunciata l’intenzione di mettere a punto una mappa di tutti i servizi sul gioco d’azzardo patologico attivati nelle diverse regioni italiane da strutture facenti capo alle organizzazioni promotrici.
Alla conferenza stampa – a cui sono stati invitati i partiti di tutti gli schieramenti – hanno partecipato diversi candidati alle prossime elezioni politiche: Vannino Chiti (Pd), Franco Fossati (Pd), Dario Nardella (Pd), Claudio Sperandio (Movimento Cinque Stelle), Gabriella Stramaccioni (Rivoluzione civile), Renzo Ulivieri (Sel). Emanuela Baio (Con Monti per l’Italia), Carolina Girasole (Scelta civica con Monti) e Michele Scandroglio (Pdl) hanno inviato un messaggio di sostegno.
In allegato:
– Il testo completo dell’appello “Un limite all’azzardo”
– Il dossier sul rapporto tra politica e gioco d’azzardo, curato da Matteo Iori
– Le slide dell’intervento di Maurizio Fea su “Il sistema di cura: livelli essenziali e finanziamento”
– Una sintesi dell’intervento di Maurizio Fiasco su “Azzardo di Stato, recessione economica e debito pubblico”
Info:
Mariano Bottaccio – Responsabile Ufficio stampa
Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)
cell. 329 2928070 – email: ufficio.stampa@cnca.it
Auser cell. 348 2819301 – email ufficiostampa@auser.it
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La Campagna “Mettiamoci in gioco” è promossa da:ACLI, ADUSBEF, ALEA, ANCI, ANTEAS, ARCI, AUSER, Avviso Pubblico, CGIL, CISL, CNCA,CONAGGA, Federconsumatori, FeDerSerD, FICT, FITEL, Fondazione PIME,Gruppo Abele, InterCear, Libera, Shaker – pensieri senza dimora, UISP
Russo
“La dimensione del gioco per le Acli ha un valore sociale e di socializzazione specifico in sè. Nell’esperienza associativa il gioco è stato ed è un’insostituibile maestro del processo educativo. Nella pratica sociale è possibile  spiegare con immediatezza ed efficacia principi etici e morali che diversamente sarebbe difficile spiegare come , ad esempio,  il valore del rispetto delle regole, della lealtà, del sacrificio nel preparare una gara.
Eppure occorre oggi distinguere tra gioco e gioco. Una cosa è il gioco che contribuisce a far crescere, a mettere in relazione le persone, magari contando sulla destrezza e sulla abilità di conseguire una vittoria meritata e una cosa è il gioco che estranea, che abbrutisce e peggio ancora fa ammalare.  È quanto sta producendo il gioco d’azzardo in Italia, i cui numeri ed effetti, su tutte le fasce di età, commentano in maniera inequivocabile un crescente pericolo sociale e sanitario e una aumento della illegalità”.
RapportoL’introduzione di tutti questi nuovi giochi e la costante campagna promozionale che li hannoaccompagnati, hanno portato gli italiani a investire sempre più denaro in gioco d’azzardo. Di fatto,a fronte di un’evidente contrazione dei consumi familiari negli ultimi anni, la spesa in Italia per ilgioco d’azzardo è passata dai 14,3 miliardi di euro incassati nel 2000, ai 18 del 2002, ai 24,8raccolti nel 2004, ai 28 del 2005, ai 35,2 miliardi di euro nel 2006, ai 42 del 2007, ai 47,5 miliardidel 2008, ai 54,4 del 2009, ai 61,4 del 2010, ai 79,9 miliardi di euro del 2011, a un’ulteriore crescitaper il 2012 che ad oggi si stima essere intorno agli 85 miliardi di euro.Per correttezza d’informazione è bene sapere che una buona parte dei soldi spesi in gioco, vienerestituito in vincite, o meglio: per pochi fortunati sono vincite, per la maggior parte degli italianisono diminuzione delle perdite. Di fatto sui 79,9 miliardi di euro giocati nel 2011: 61,5 sono tornatiin qualche modo ai giocatori, mentre i restanti 18,4 miliardi sono quelli che tutti gli italiani hannodefinitivamente perso al gioco d’azzardo; un po’ meno della metà di questa somma è andata alloStato, la restante parte alla filiera dell’industria del gioco d’azzardo. Con 18,4 miliardi di euro persial gioco nel solo 2011, l’Italia detiene il 4,4% del mercato mondiale di perdite, pur avendo solol’1% della popolazione mondiale.Ma

Mettiamoci in gioco
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR