Migrazioni e religioni

Migrazioni e religioni. Un’esperienza locale di dialogo tra cristiani e musulmani.Si intitola così una ricerca pubblicata da Franco Angeli Editore.Gli autori sono Chiara Brambilla, assegnista di ricerca presso la Scuola di Dottorato in Antropologia ed Epistemologia della Complessità presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bergamo, e Don Massimo Rizzi, direttore del Segretariato Migranti della Diocesi della stessa città.Nelle 208 pagine del volume si affronta la questione dell’inserimento della religione islamica nei nostri territori. L’islam viene presentato come realtà plurale e i musulmani che vivono in Italia e in Europa come persone che inevitabilmente assumono gli stili di vita che incontrano nel Paese dove approdano. Nella prima parte si presentano le modalità con le quali la Chiesa Cattolica ha instaurato, a livello locale e nazionale, rapporti con i musulmani; nella seconda parte si rende conto dei risultati di una ricerca sociale  volta a conoscere le relazioni esistenti tra le comunità cristiane cattoliche e le comunità musulmane nel territorio bergamasco.

Migrazioni e religioni. Un’esperienza locale di dialogo tra cristiani e musulmanidi Chiara Brambilla, Massimo Rizzipp. 208, 1a edizione, 2011Presentazione della ricercaCon l’immigrazione in Italia è aumentato il numero delle fedi professate. Tra le varie fedi, quella islamica ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica con caratteri spesso improntati all’allarmismo anche a causa della diffusione, dopo l’11 settembre, di una pericolosa quanto errata equazione tra islamismo e terrorismo. Al fine di decostruire tale immaginario, pare auspicabile comprendere che l’islam è una realtà plurale e i musulmani, che vivono in Italia e in Europa, risentono in modo concreto delle condizioni sociali e culturali che esistono nei territori d’arrivo e permanenza, dove le stesse condizioni d’esistenza dell’immigrazione portano a definire una nuova pratica e una nuova identità religiosa. Bisogna pensare, allora, ad un islam articolato e plurale, che si esplica a diversi livelli, fino a interessare i contesti locali, mostrando la dimensione glocale che la questione del pluralismo religioso assume nei territori d’immigrazione.In questo quadro, il volume si compone di due parti: nella prima parte si presentano le modalità con le quali la Chiesa Cattolica ha instaurato, a livello locale e nazionale, rapporti con i musulmani; nella seconda parte si rende conto dei risultati di una ricerca sociale svolta sul territorio di Bergamo e provincia, volta a conoscere le relazioni in essere tra le comunità cristiane cattoliche e le comunità musulmane sul territorio bergamasco.Affinché la convivenza di religioni diverse non si traduca in una conflittualità distruttiva, tra esclusione e inclusione, pare necessario un investimento sulla costruzione di un contesto sociale e culturale maggiormente organizzato e denso di relazioni virtuose, volte a sviluppare senso critico e a trasformare ciò che spesso viene rappresentato come un campo di battaglia in un terreno di convivenza. Gli autoriChiara Brambilla è assegnista di ricerca presso la Scuola di Dottorato in Antropologia ed Epistemologia della Complessità, Facoltà di Scienze della Formazione, Università di Bergamo. È autrice di Ripensare le frontiere in Africa. Il caso Angola/Namibia e l’identità kwanyama (L’Harmattan Italia, 2009) e curatrice, con Bruno Riccio, di Transnational Migration, Cosmopolitanism and Dis-located Borders (Guaraldi, 2010).Massimo Rizzi, sacerdote, è direttore del Segretariato Migranti della Diocesi di Bergamo. Specializzato in islamistica, tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Le prime traduzioni del Corano in Italia: contesto storico e attitudine dei traduttori (L’Harmattan-Italia, 2007) e Per un discernimento cristiano dell’islam (Marietti, 2008).IndiceEugenio Torrese, PresentazionePaolo Branca, PrefazioneParte I. Massimo Rizzi, Chiesa e islam: una prospettiva localeIntroduzioneGlocal islam(Un islam poliedrico: le ragioni; Un islam poliedrico: le manifestazioni; Non un solo islam, ma tanti, con prassi diversificate)Per un dialogo interreligioso: tappe e protagonisti di un percorso(Un punto di partenza; A rebour: un po’ di storia; Il Concilio Vaticano II; Prassi ecclesiali odierne; I documenti locali e la Chiesa di Bergamo; Per rilanciare il dialogo)Prospettive future(In primis conoscersi; Ricerca di valori condivisi; Educazione al dialogo interculturale e interreligioso; Prassi e luoghi condivisibili; Dal conoscersi al riconoscersi: una responsabilità condivisa)Per concludereBibliografia e sitografiaParte II. Chiara Brambilla, Islam a Bergamo: conoscersi per dialogare. Analisi dei dati di ricercaIntroduzioneCornice e obiettivi della ricercaMetodi e strumenti della ricercaRisultati della ricerca(Quale conoscenza?; Rapporti e contatti: conoscersi praticamente; Il ruolo delle pratiche e la trasmissione della fede; Rappresentazioni reciproche: come influenzano il dialogo?; Le “buone passi” nella Bergamasca sulla via del dialogo)Considerazioni conclusiveAllegato. Griglia delle intervisteBibliografia e sitografiaCarmen Tancredi, L’inchiesta a cura del quotidiano locale L’Eco di BergamoDaniele Rocchetti, A partire dal convegno: luoghi di mezzo.

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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR