Milano: Dalle primarie messaggi al Pd

15 novembre 2010 – «Dallo svolgimento delle elezioni primarie del centro sinistra per l’individuazione del candidato a sindaco di Milano per le comunali del prossimo anno provengono importanti messaggi in più direzioni»  ha commentato Gianni Bottalico, presidente provinciale delle Acli di Milano, Monza e Brianza.«Innanzitutto le primarie si confermano un buon strumento di partecipazione, o meglio di con-partecipazione degli elettori alle proposte dei gruppi dirigenti dei loro partiti, che possono confermare o correggere». «Le primarie, infatti, non esimono i gruppi dirigenti dall’assumersi le proprie responsabilità e da un forte impegno di elaborazione politica e programmatica». 

Il Partito democratico ha finito, secondo Bottalico «ancora una volta per essere identificato dai cittadini più per il partito delle primarie, e quindi solo del metodo, delle procedure e di infiniti regolamenti, più che per un partito che esprime una proposta politica concreta, nella fattispecie un’idea di città, e che sa comprendere il proprio elettorato». Ciò è indicato dal fatto che il 60% dei consensi delle primarie milanesi sia andato a candidati diversi da quello espresso dal Partito democratico dell’Area Metropolitana di Milano. Infine, si impone una considerazione di carattere politico generale che va oltre i meriti e l’autorevolezza del candidato a sindaco di Milano del centro sinistra Giuliano Pisapia.«A Milano, come per la Regione Puglia nel gennaio scorso, – ha detto ancora Bottalico –  le primarie del centro sinistra vengono vinte dal candidato appoggiato dalla sinistra radicale su quello del Partito democratico».Da un lato questo suggerisce che il confronto sul programma a livello amministrativo può anche premiare esponenti delle forze minori della coalizione di centro sinistra a scapito del Partito democratico. Ma dall’altro lato questo manifesta una debolezza  del Partito democratico – che le primarie di domenica 14 novembre confermano – proprio mentre l’ipotesi di elezioni anticipate sul piano nazionale si fa di giorno in giorno più probabile». «Senza una strategia più chiara per l’alternativa di governo e una più profonda attenzione per quanto avviene nella società – ha concluso il presidente delle Acli provinciali – il Pd rischia di veder messo in discussione anche il suo ruolo di guida della coalizione di centro sinistra, pur essendo nei numeri decisivo e imprescindibile».


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