Milano: il presidente Bottalico ricorda p. Pio Parisi

Il 13 giugno 2011 è morto a Roma padre Pio Parisi, storico assistente spirituale delle Acli dal 1975 al 1999. Di seguito il ricordo di Gianni Bottalico, presidente delle Acli di Milano, Monza e Brianza. “Lo scorso anno, all’inizio di luglio, con altri amici delle Acli milanesi e lombarde andai a trovare padre Pio Parisi nel suo “eremo” di via degli Ortaggi, a Roma, da cui ormai quasi non usciva più per l’accumularsi dei malanni della vecchiaia. Lo trovammo nella sua stanzetta piena di libri, che era insieme il suo luogo di lavoro,di preghiera e di riposo, visibilmente stanco ma sempre vigile nella mente e nell’anima.

In quel contesto, fatto di case popolari e di appartamenti per studenti universitari che costituivano ormai la sua vera famiglia, il formidabile gesuita che per oltre vent’anni era stato l’assistente “informale” delle Acli nazionali negli anni difficili seguiti al ritiro del “consenso” ecclesiastico al Movimento si era ormai ritirato senza tuttavia smettere di curarsi degli amici, lui che nella sua vita ne aveva incontrati tanti, e soprattutto senza dimenticare i suoi studi, le sue letture bibliche, la sua disponibilità interiore nei confronti dei più radicali problemi della fede e della politica. In effetti, lo aveva ricordato lui stesso più volte, il legame fra Vangelo e politica era stato una delle principali cure della sua vita di sacerdote e di studioso, e ad esso si era dedicato con particolare tenacia negli anni della sua presenza in Acli, rilevando come il nostro Movimento fosse uno di quei “luoghi teologici” in cui l’incontro fra le due polarità che tanto gli stavano a cuore si realizzava quotidianamente nella dimensione della laicità (peraltro essa stessa un’altra delle sue specifiche attenzioni cui aveva dedicato studi approfonditi in connessione con i suoi confratelli gesuiti Pino Stancari, Saverio Corradino e Mario Castelli, quest’ultimo già direttore di “Aggiornamenti sociali”).Probabilmente il periodo più fecondo di tutta la sua presenza fra gli aclisti coincise con la presidenza di Giovanni Bianchi, quando, a partire dal 1992, prima ad Urbino e poi altrove l’annuale convegno di studi del Movimento fu particolarmente incentrato sulla questione “Vangelo e politica”. Si era allora in una fase di passaggio, segnata dal venir meno del soggetto politico che per lunghi anni era stato il punto di riferimento dei cattolici in politica: la proposta di padre Pio, e con lui delle Acli, passava attraverso un recupero di una dimensione di interiorità, che rifiutasse la logica del dominio e del potere per aprirsi a quella del servizio nelle forme della radicalità evangelica. La Chiesa italiana scelse strade diverse per uscire da quell’impasse, ma padre Pio mantenne sempre vigile la sua attenzione cercando e trovando consonanze in alcuni dei significativi anche se in qualche modo “marginali” pensatori del cattolicesimo italiano, da Sergio Quinzio fino all’indimenticabile Pino Trotta. Ora anche padre Pio ci ha lasciati per raggiungere i suoi e nostri amici nel “giorno che non tramonta”. A noi rimane un’importante lezione affidata certo alle sue parole ed ai suoi scritti, ma soprattutto alla memoria di un’amicizia fedele, di poche parole, ma schietta, robusta, profonda, inserita saldamente nella radice della Parola che libera e che guarisce”.

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