Milano: Inaccettabile bombardare la Libia

«La decisione annunciata dal governo italiano di partecipare insieme ad altri Paesi ai bombardamenti sulla Libia appare inaccettabile sia come cittadini che credono nei valori sanciti dalla Costituzione, che come cattolici». Questo il commento del 27 aprile 2011 di Gianni Bottalico, presidente provinciale delle Acli di Milano, Monza e Brianza, a proposito dei bombardamenti italiani in Libia. Alle responsabilità del Governo si sommano inoltre quelle «di un’opposizione che non ha saputo esprimere delle idee e una strategia» nonostante il fatto che l’internazionalizzazione di questo conflitto appaia come un vero azzardo. «Il piano di un conflitto aereo veloce e risolutivo, – prosegue Bottalico – concepito da qualche governante europeo con incredibile approssimazione e superficialità, per sommare vantaggi economici a vantaggi elettorali, si sta trasformando in un incubo dal quale non è possibile uscire se non con un immediato cessate il fuoco e l’avvio di trattative fra le parti in conflitto». 

«Dal punto di vista bellico, – afferma il presidente Acli milanesi – la partecipazione italiana ai bombardamenti contro le postazioni militari del regime di Gheddafi esplicita maggiormente il coinvolgimento di alcuni Paesi occidentali nella guerra civile libica, in favore delle fazioni e delle tribù contrarie alla dittatura di Tripoli, andando nella sostanza oltre la risoluzione Onu della “zona di non sorvolo” a protezione dei civili, di tutti i civili». «Anche quella che sarebbe divenuta la Grande Guerra, nel 1914 pareva ai Francesi e agli Inglesi una guerra di breve durata, e rimase inascoltato l’appello di papa Benedetto XV a porre fine a quella “inutile strage”», per questo, conclude Bottalico, occorre «un supplemento di responsabilità, contribuendo a spegnere un focolaio di guerra che con troppa precipitazione è stato acceso vicino al nostro Paese».

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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR