Milano: La Libia non diventi un altro Iraq

Guerra in Libia: fermiamola prima che diventi un altro Iraq”. Lo chiedono le Acli di Milano Monza e Brianza con un documento del 23 marzo 2011. Le Acli, solidali con la Libia, “condividono le lotte per la libertà e per il rovesciamento di tiranni come Gheddafi, e di regimi dittatoriali” rimasti al potere in Nord Africa e in Medio Oriente ” grazie alla complicità interessata dell’Occidente” e “comprendono le preoccupazioni che hanno determinato l’adozione della Risoluzione 1973 dell’Onu sulla guerra civile in corso in Libia”.  Tuttavia “criticano la decisione del Governo italiano di partecipare alla cosiddetta ‘coalizione di volenterosi’ sorta attorno alla frettolosa iniziativa del Governo francese”, ritenendo “che un intervento di ingerenza umanitaria deve essere gestito unicamente dall’Onu”.

L’organismo internazionale “dovrebbe però poter disporre di adeguati strumenti e risorse, sinora negati dagli Stati membri” . Le Acli, si legge ancora nel documento, “chiedono un immediato cessate il fuoco, la fine della repressione sugli insorti e sui manifestanti, la fine dei bombardamenti”, “che il comando militare delle operazioni passi sotto l’egida delel Nazioni unite”. Infine, chiedono “al Governo italiano di impegnarsi per l’invio immediato di osservatori internazionali in Libia” che possano “garantire il rispetto assoluto del cessate il fuoco e il soccorso alle popolazioni bisognose di assistenza umanitaria”.  “Come insegnano i fronti, ancora aperti, di Iraq e Afghanistan – concludono le Acli provinciali – non è con bombardamenti – che iniziano sempre come azioni-lampo e si trasformano in guerre decennali –  che si sconfiggono i dittatori, si pacificano i popoli e si instaura la democrazia, ma con una paziente e ostinata ricerca delle vie del dialogo e della politica”.

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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR