Persona e comunità, a Milano la politica si mette in discussione

Il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Graziano Delrio e l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia si incontreranno oggi presso le Acli di Milano per discutere il documento “Idee per il governo delle Comunità”. Il testo raccoglie spunti, suggerimenti e stimoli di buona amministrazione raccolte dagli esponenti milanesi delle Acli e indirizzato ai sindaci che verranno eletti nelle amministrative dell’11 giugno. L’appuntamento con i due politici si terrà alle 18.00 nel salone Clerici in via Della Signora 3 a Milano. L’evento verrà trasmesso in diretta sulla pagina facebook delle Acli di Milano.

Il documento offre ai cittadini degli spunti di voto che nascono dalle indicazioni emerse durante i numerosi eventi formativi che le Acli lombarde hanno promosso.

Contrasto alla solitudine, lavoro per i giovani, integrazione degli stranieri, riqualificazione urbana, legalità e pace: sono queste le priorità che ha evidenziato l’associazione e su cui le amministrazioni saranno chiamate a confrontarsi e investire, con leggi e finanziamenti ma anche alleanze e reti con i comuni e il Terzo settore.

Per quanto Milano e le terre ambrosiane stiano superando la crisi economica e produttiva meglio del resto del Paese, rimangono molte criticità: il divario tra i redditi più alti e quelli più bassi secondo un recente studio dell’Istituto di ricerca delle Acli è aumentato del 7,2% dal 2008; i posti di lavoro sono leggermente aumentati ma sono cresciuti anche i contratti “intermittenti” e meno garantiti, la spesa sociale si è mantenuta costante ma sono cresciuti i bisogni, la disoccupazione giovanile ha valori ancora troppo alti rispetto ad altre città europee.

In materia di politiche sociali, le Acli di Milano ritengono necessario passare da un welfare distributivo a un welfare in grado di generare risorse proprie all’interno delle comunità. Tra gli strumenti, propongono nuove forme di collaborazione tra operatori per saper cogliere le solitudini e le fragilità e accompagnare le persone contro una vulnerabilità sociale crescente. Inoltre, considerata la grande presenza di stranieri, gli enti locali possono e devono avere un compito nel condurre il processo di integrazione e di evoluzione sociale, culturale ed economica.

Per quanto riguarda le politiche urbanistiche, le Acli di Milano chiedono riqualificazione degli spazi già costruiti e di quelli che cessano di avere una loro funzione (scali ferroviari, aree industriali o militari), e “buone” politiche di risparmio, efficienza e produzione dell’energia.

Altro capitolo del documento riguarda l’impiego delle finanze comunali per politiche di bilancio eque e di sviluppo. Per riuscirci è necessario saper tagliare gli sprechi, chiedere la collaborazione delle forze economiche e sociali, saper creare economie di scala nella gestione dei servizi, innescare meccanismi partecipativi dei cittadini e dei lavoratori delle amministrazioni.

Sui giovani, le Acli di Milano sono convinte che anche l’orientamento allo studio e al lavoro – due compiti non tradizionalmente svolti dal territorio – debbano aggiungersi ai compiti dei Comuni insieme ad altre istituzioni.

Un altro tema riguarda la legalità: dai momenti educativi, al contrasto all’evasione fiscale, dalla lotta al gioco d’azzardo, fino al reimpiego per usi sociali dei beni sequestrati alle mafie, dal sostegno alle reti di comuni per la legalità, ai controlli sui comportamenti della pubblica amministrazione sono molte le iniziative che i comuni possono promuovere per favorire la legalità.

L’ultima raccomandazione del documento riguarda l’impegno per affermare la nonviolenza come stile politico e lo sviluppo della cooperazione internazionale decentrata.

 

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