No al nucleare si alle energie alternative. Così gli italiani guardano al futuro delle risorse

Gli italiani sono preoccupati dalla situazione in cui versa l’ambiente, percepita ormai come una sorta di emergenza continua. Una preoccupazione che si estende sull’immediato futuro, sentito come un pericolo per i propri figli. Ma hanno anche le idee molto chiare su come va gestito o costruito il patrimonio che riguarda l’ambiente e le sue risorse, in primis l’energia. Sono questi i principali elementi emersi nel segmento che riguarda la sfida delle risorse e contenuti nella ricerca “Paure e speranze”, promossa dalle Acli e realizzata da Coesis*.Nella parte generale della ricerca era già emersa una percezione allarmante: tra gli intervistati che si erano detti abbastanza o molto preoccupati di un possibile collasso ambientale, la percentuale (94%) superava di un punto i timori legati al terrorismo (93%), uno degli aspetti considerati più preoccupanti dagli italiani. Più nello specifico, nel segmento di ricerca dedicato alle risorse, l’86% degli intervistati si dice molto (53%) o abbastanza preoccupato (35%) che le generazioni future possano trovarsi in un mondo invivibile per l’uomo, minacciato dalla deforestazione, da alluvioni o da altre emergenze ambientali. Molto preoccupato (48%) e abbastanza preoccupato (37%) si dice inoltre chi pensa di andare incontro in tempi brevi ad un forte aumento della temperatura, un dato certo sostenuto dalla recente emergenza “caldo” di questi mesi (la ricerca è dello scorso agosto). Ma un totale del 79% degli intervistati teme addirittura che il nostro paese possa soffrire di una cronica emergenza per quel che riguarda i servizi di acqua e di luce. Non è tutto: confermando un dato di “preoccupazione solidale” verso gli altri, che emerge dai diversi segmenti dell’intera ricerca, l’88% è preoccupato dal fatto che i paesi poveri vengano derubati delle loro risorse dai paesi ricchi. Un dato che indica uno sviluppato senso critico e un’attenzione alle cause, oltre che agli effetti, dell’emergenza ambientale. Idee chiare sulle risposte da dare sul “cosa fare” le idee sono però altrettanto chiare: confermano ad esempio il rifiuto della soluzione nucleare. Definitivamente superata l’ipotesi di costruire o ripristinare le centrali nucleari cui si dice favorevole solo il 5% del campione. Quasi la metà degli italiani, in linea con un trend europeo, si dice favorevole (46%) ad investire sulle fonti di energia alternativa come la solare o l’eolica. Un italiano su tre (31%) ritiene che sia necessario promuovere uno sviluppo dell’economia compatibile con la salvaguardia dell’ambiente, uno dei maggiori temi di dibattito di questi ultimi anni. Il 18% degli intervistati, infine, pensa che sia necessario obbligare i paesi ricchi a limitare i consumi energetici. Sul problema delle risorse è intervenuto oggi con un messaggio alle Acli anche il governatore della Banca d’Italia Fazio secondo cui “diventa fondamentale definire e disciplinare i beni pubblici globali” e che vi è l’opportunità nel Vertice di Cancun “di un nuovo impegno per realizzare ulteriori avanzamenti secondo le linee definite a Doha nel 2001”. Aggiunge che “è fondamentale nei paesi avanzati intervenire sui sussidi agricoli che possono distorcere il commercio internazionale e ridurre decisamente le barriere che gravano sulle importazioni agricole. Cancun è l’occasione da non mancare”. A proposito dell’abolizione dei sussidi, durante le giornate di Orvieto il presidente delle Acli Luigi Bobba ha ricordato che a Cancun si dovrà tener conto “degli obiettivi della Campagna No Dumping sull’abolizione dei sussidi alle esportazioni dei prodotti occidentali nei paesi del Sud del mondo”. Insieme alle associazioni non governative che aderiscono alla Focsiv e a tante altre associazioni della società civile, anche le Acli hanno partecipato alla raccolta di 50mila firme consegnate al ministro Adolfo Urso perché le presenti a Cancun “al fine di smantellare – sostiene Bobba – il sistema protezionistico palesemente sleale e in piena contraddizione con i principi del libero mercato”. *L’intera ricerca è stata presentata ad Orvieto nel corso dell’Incontro internazionale di studio delle Acli che si svolge nella città umbra dal 5 al 7 settembre. Contiene, oltre a un quadro generale, alcuni approfondimenti tematici: la sfida della bioetica, la sfida mediatica, la sfida delle risorse e la sfida multiculturale.

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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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