Nucleo Isee: quando vale la componente aggiuntiva

Salve, in casa siamo io, mio marito (disabile al 100%) e suo fratello. Dovremmo richiedere un Isee per una prestazione sanitaria residenziale in via continuativa e vorremmo capire se nel nucleo familiare andrà compreso anche il fratello di mio marito.

In questo caso il fratello può non essere incluso nel nucleo. Spiegamo il perchè. Quello descritto dalla richiedente è uno dei casi in cui, per via della presenza nel nucleo di persone disabili o non autosufficienti, è necessario compilare una DSU in forma integrale e non semplificata (cosiddetta “DSU mini”).

Quando appunto si richiedono delle prestazioni di natura socio-sanitaria per soggetti disabili, vi sono due aspetti sostanziali da tener d’occhio ai fini della composizione del nucleo: da una parte c’è la possibilità di scegliere un nucleo familiare ridotto, ma al tempo stesso sussiste l’obbligo, laddove ne ricorrano le condizioni, di inserire la cosiddetta “componente aggiuntiva” non ricompresa nel nucleo di base.

Per quanto riguarda il nucleo ridotto, questo è costituito:

dal coniuge del beneficiario (quindi la signora che scrive);

dai figli minorenni;

e dai figli maggiorenni (questi ultimi solo se a carico ai fini IRPEF e se non coniugati e/o senza figli).

Di conseguenza, nella fattispecie, il nucleo ridotto sarebbe composto dal signore disabile per cui viene richiesta la prestazione, più sua moglie, escludendo il fratello.

C’è poi da valutare il secondo aspetto, quello della “componente aggiuntiva”. La componente aggiuntiva è infatti rappresentata dagli eventuali “Figli del beneficiario non compresi nel nucleo”. Se quindi il disabile ha dei figli non a carico e non conviventi, questi dovrebbero essere inclusi nel calcolo come componenti aggiuntive esterne.

Le uniche condizioni per cui i figli non vengano considerati come tali sono le seguenti:

per loro o per un componente del loro nucleo familiare dev’essere stata accertata la condizione di disabilità media, grave o di non autosufficienza;

sia stata accertata dalle amministrazioni competenti (autorità giudiziaria, servizi sociali) l’estraneità di tali figli in termini di rapporti affettivi ed economici rispetto al beneficiario della prestazione.

Per informazioni: www.caf.acli.it

Nucleo Isee: quando vale la componente aggiuntiva
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Fonte UNHCR
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Fonte UNHCR