Olivero a Bersani e Casini: “Un’alleanza sulle cose da fare”

“Crediamo nella possibilità di una alleanza seria nella quale la tradizione del cattolicesimo sociale e democratico possa essere rappresentata. Un’alleanza certamente tra soggetti diversi ma fondata su alcuni valori di fondo condivisi e soprattutto sulle cose urgenti da fare per il bene del Paese”.
Lo ha detto il presidente delle Acli Andrea Olivero ai leader di Udc e Pd, Pier Ferdinando Casini e Pier Luigi Bersani, intervenuti all’Incontro nazionale degli studi dell’associazione per discutere delle proposte delle Acli per il bene comune.
“In democrazia le alleanze si fanno tra soggetti diversi ma comune è l’ancoraggio popolare e democratico, condivisa è la scelta europea come valore inderogabile, condivisa l’idea di comunità e di società civile come risorsa”.
Il presidente delle Acli ha riconosciuto a Pd e Udc il senso di responsabilità assunto nell’ultimo anno con il sostegno al Governo Monti, ma ha chiesto più coraggio nel dire ora ai cittadini “cosa intendete fare per il futuro del Paese”.
“Il bisogno della svolta passa attraverso la concretezza delle proposte”, ha detto Olivero che ha chiesto ai due leader di condividere cinque punti programmatici sui quali fondare un progetto di alleanza e un progetto di Governo. “Innanzitutto un piano straordinario per l’occupazione giovanile, che punti su lavoro di cura, turismo, cultura, green economy”. Una misura di contrasto alla povertà assoluta, “oltre l’assistenzialismo dell’esperienza della social card”. La concessione della cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia, da presentare entro cento giorni, “un segnale straordinario per il cambiamento del Paese”. Una maggiore attenzione alle famiglie, “soggetto sociale fondamentale”, nella definizione delle misure fiscali. Infine, una nuova legge elettorale, che intercetti il bisogno di cambiamento degli italiani dando loro la possibilità di scegliere.
Astensionismo e ‘grillismo bianco’. Il presidente delle Acli ha chiesto ai due leader più coraggio nel percorso di rinnovamento della politica e dei partiti: “la rinuncia al leaderismo come strumento di consenso; la trasformazione dei partiti in soggetti di diritto pubblico, per aprire la porta alla trasparenza e alla democrazia interna; la riduzione dei costi della politica e il rinnovamento della classe dirigente, con persone oneste e preparate, anche dal mondo della società civile”.
“Il Paese – ha concluso Olivero – chiede a tutti il coraggio di dare risposte concrete ai bisogni delle persone e di operare scelte per un rinnovamento. I cattolici stanno facendo la loro parte mettendosi in gioco. E noi preferiamo rischiare che stare cinicamente alla finestra a giudicare”.

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