Olivero: Bagnasco ha ragione, priorità al bene comune

Per “spezzare il brutto incantesimo nel quale il Paese sembra imprigionato” sono necessari due movimenti “virtuosi”: “una spinta dal basso” della società civile organizzata, unita alla disponibilità della politica ancora “responsabile” a spendersi per quelle riforme che aspettiamo da 20 anni, indispensabili per uscire da questa impasse, a partire da una nuova legge elettorale. E’ il passaggio centrale della lunga intervista rilasciata dal presidente nazionale delle Acli al quotidiano La Discussione, all’indomani della prolusione del cardinale Bagnasco al Consiglio permanente della Cei.Per uscire da questa fase convulsa della politica italiana, ha spiegato Andrea Olivero, “occorre lasciare spazio e investire sulle energie sane del Paese, sul quel protagonismo sociale delle organizzazioni, delle associazioni, delle famiglie, che ogni giorno e da sempre si spendono per il bene comune. E’ tempo anche per la cosiddetta società civile di assumersi le responsabilità che gli competono“.

Dall’altro lato, è urgente “inaugurare una stagione coraggiosa di riforme”. C’è la legge elettorale da cambiare: “E’ inaccettabile mantenere un sistema che prclude ai cittadini di scegliere i propri eletti”. C’è la proposta avanzata dai cattolici alle ultime settimane sociali di Reggio Calabria: “Trasformare i partiti in associazioni di diritto pubblico. Approvare una legge di disciplina dei partiti che preveda un bilancio pubblico e regole certe di democrazia interna”.Ma soprattutto, insiste il presidente delle Acli, “si deve tornare ad orientare il proprio agire politico e personale intorno a sani e rigorosi criteri morali ed etici. Non è possibile scindere i comportamenti privati da quelli pubblici. La politica non è mera amministrazione, ma un insieme di scelte basate su dei valori”.(leggi l’intervista integrale)

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