Pace a voi

La pace, pienezza di vita, è il dono di Gesù Risorto a tutti gli uomini e le donne.

Luca racchiude in un’unica  giornata il racconto della resurrezione e ascensione al cielo di Gesù. Dopo aver narrato delle donne che vanno al sepolcro e ritornano dagli Undici, dei due discepoli di Emmaus che ritornano anche loro dagli apostoli, Luca racconta di Gesù che finalmente decide di mostrarsi anche agli Undici offrendo il dono della pace.

Anche gli apostoli sono pieni di paura, come le donne (Lc 24,5). Accettare la resurrezione di un morto non è facile per nessuno. Per convincere i discepoli Gesù si mostra con i segni della passione, invitandoli a toccare e guardare, ma i discepoli, pur vedendo, non hanno il coraggio di toccare il corpo risorto di Gesù. Gesù ci tiene a mostrare che proprio il suo corpo è resuscitato, non uno spirito o una qualsiasi altra entità di quel genere, e chiede dunque qualcosa da mangiare.

La nostra ragione fatica a dare credito, come è accaduto anche ai discepoli, a ciò che gli occhi vedono. La gioia è tale che non ci si crede! Conosciamo bene questa sensazione straniante della gioia, ci vuole del tempo perché la gioia rimanga e faccia spazio alla ragionevolezza quotidiana. L’esperienza però rimane, esperienza che è insieme emozione, sentimento, memoria e coscienza di quanto si sta vivendo. Questo incontro-esperienza ha trasformato la vita degli Undici, come era accaduto alle donne e ai discepoli di Emmaus.

Dopo aver mostrato concretamente il proprio corpo risorto, Gesù offre anche una parola che possa aiutare i discepoli a inscrivere questo evento unico in una storia che ne riveli il senso-significato.

Gesù richiama alla memoria le sue parole quando annunciava la propria passione, morte e resurrezione: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno» (Lc 9,22); «il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini» (Lc 9,44); «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e si compirà tutto ciò che fu scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo: verrà infatti consegnato ai pagani, verrà deriso e insultato, lo copriranno di sputi e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno e il terzo giorno risorgerà» (Lc 18,31-33).

Gesù fa partecipi i discepoli di ciò che lui stesso ha dovuto comprendere nelle Scritture riguardo alla propria vita, a ciò che gli stava accadendo e cosa significava rimanere in relazione con il Padre e il suo volere; li fa partecipi del discernimento nello Spirito che ha compiuto sul senso della propria vita.

Questo discernimento non riguarda solo il mistero pasquale, ma anche la missione dei discepoli chiamati a essere testimoni della resurrezione e a predicare la conversione e il perdono dei peccati.

Se crediamo in Gesù risorto, dobbiamo anche noi adorare Cristo noi nostri cuori, «pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza» (1Pt 3,15-16).

 

19 aprile 2015 – III Domenica di Pasqua – Anno B

Luca 24,35-48

In quel tempo, 35 i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus narravano agli Undici e a quelli che erano con loro ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane.

36 Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37 Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38 Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39 Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». 40 Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41 Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42 Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43 egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

44 Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45 Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46 e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47 e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48 Di questo voi siete testimoni».

 

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Pace a voi
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR