Parte dall’Italia il movimento delle città all’idrogeno

“Nascerà oggi ad Orvieto il movimento delle città all’idrogeno con i primi comuni italiani che vi parteciperanno. E l’Italia sarà un modello per tutti. Ma è necessario che, a cominciare dalle Acli, anche la società civile partecipi da protagonista”. Jeremy Rifkin ha concluso il suo appassionato intervento con questo parole di invito rivolte al presidente Luigi Bobba e alla platea delle Acli, in occasione della seconda giornata dell’Incontro nazionale di studio delle Acli “Vivere la speranza nella società globale” che si tiene nella città umbra dal 5 al 7 settembre. Le Acli hanno subito raccolto l’invito: “L’Italia – ha rilanciato Bobba – cominci a stanziare nella Finanziaria i fondi necessari ad investire nelle energie alternative come la eolica e la solare”. Jeremy Rifkin, che è consigliere di Romano Prodi alla Commissione Ue per le questioni energetiche, ha spiegato che l’Europa si trova davanti alla “più grande rivoluzione economica della storia del pianeta” che consiste nel “passaggio dal petrolio all’idrogeno attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili per crearlo”. “La vera differenza tra Usa e Europa sta qui: anche gli Usa vogliono passare all’idrogeno ma pensano di estrarlo utilizzando combustibili fossili. Questo però Bush non lo ha spiegato. L’Europa invece sta seriamente pensando a una transizione all’idrogeno basata su energie rinnovabili a cui stiamo lavorando da sette mesi a Bruxelles. A questo processo per ora partecipano solo industrie e governi ma ancora non c’è la gente. E invece perché la sfida funzioni è necessaria la presenza del terzo settore”. Rifkin, che ha spiegato come dovrebbe funzionare una nuova rete di celle all’idrogeno che saranno utilizzate per le automobili ma anche per far funzionare i pc e i cellulari e che a loro volta creeranno energia, sostiene che “siamo ormai agli ultimi cinquant’anni, forse solo vent’anni dell’epoca dei combustibili fossili”. Rifkin ha poi aggiunto che il nostro compito “è almeno quello di lasciare un’eredità alle future generazioni” che ha sintetizzato in 4 punti: – lasciare una “road map” energetica;  ridurre il debito dei paesi in via di sviluppo;  – ridurre le tensioni in Medio oriente per avitare nuovi conflitti; – creare una nuova visione del mondo.

Parte dall’Italia il movimento delle città all’idrogeno
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR