La comunicazione: passione popolare

Durante l’Incontro di studi di settembre sono state proposti sette gazebo per approfondire il tema della popolarità guidati dall’esperienza di professionisti del settore e dal racconto di buone pratiche acliste

Iniziamo a presentare le sintesi con il lavoro del Gazebo Comunicazione popolare: come raccontare in modo credibile e attrattivo

Il tempo dedicato al gazebo sulla comunicazione è stato di circa 2 ore e 30, anche se iniziato con in ritardo. Alla breve presentazione del momento da parte di Fabio Meloni sono seguiti l’intervento dell’esperta Daniela Girfatti di Estrogeni.net e la testimonianza di Francesca Maletti, Acli Modena; il confronto tra i partecipanti ha poi concluso i lavori.

Al gazebo hanno partecipato circa 50 persone. Il clima è stato sereno, attento e aperto al dibattito, che è riuscito a coinvolgere almeno una ventina di persone che hanno formulato domande e osservazioni.

Fabio Meloni ha introdotto il lavoro affermando che la nostra associazione ha bisogno di comunicare meglio sia al suo interno che verso l’esterno. La grande crescita di strumenti e di piattaforme, che tra loro si integrano, sono una risorsa da non sprecare.

Daniela Girfatti ha iniziato a descrivere alcune caratteristiche della comunicazione: credibilità e attrazione, condivisione e relazione. Si è partiti con un’avvertenza popolare non è banale: per essere popolari occorre raccontare la propria storia e le proprie scelte. Attraverso il racconto di una sua esperienza, la promozione di una libreria di bambini in un quartiere, l’esperta ha esplicitato alcune regole da seguire a partire dall’affermazione: la comunicazione non è un talento innato, ma una scienza; non si improvvisa, ma si impara. Il linguaggio si deve scegliere con cura, è importante capire quale messaggio è essenziale e poi comunicarlo in modo puntuale.

Serve strategia: l’integrazione degli strumenti andrebbe preparata a tavolino: passa dal tradizionale volantino al palloncino con un logo, dal gruppo WhatsApp al profilo Facebook, fino al sito e alle newsletter.

Per comunicare è essenziale entrare in relazione con i soggetti ai quali vogliamo rivolgerci: oggi non va sostituito un modello di comunicazione lineare (trasmettitore, messaggio, ricettore) a un modello circolare (dove il messaggio diventa il tratto unificante di una relazione tra soggetti). Per questo la comunicazione ha tempi lunghi e nasce dall’ascolto delle persone, dalla capacità di intercettare le loro esigenze

Infine la comunicazione si prova attraverso un stile: nel momento in cui ci presentiamo, mettiamo la nostra faccia come prova della validità del messaggio che forniamo.

Francesca Maletti ha continuato con una testimonianza della strategia comunicativa utilizzata per la costituzione, promozione e per il radicamento del gruppo di acquisto solidale nato a Modena. Sono emersi alcuni importanti elementi da considerare per impostare una strategia: ascoltare un’esigenza del territorio a partire dai servizi, mettere a frutto la rete di relazioni, la ricerca della sostenibilità economica per l’iniziativa, la ricerca di risorse territoriali in grado di collaborare.

Al termine del gazebo sono state formulate le seguenti tre frasi di sintesi per suggerire le basi di lettura per iniziare a muoversi nella direzione di una comunicazione popolare:

La comunicazione è una scienza esatta, non si improvvisa, ma si impara. La comunicazione è puntuale.

La comunicazione è efficace se siamo testimoni credibili

La sfida delle Acli è quella di trovare un format adeguato alla gente e all’altezza della nostra storia.

 

La comunicazione: passione popolare
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Fonte UNHCR
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