Pensione di invalidità nel pubblico impiego

Sono dipendente comunale dal 1980 e ho 57 anni. Ho gravi problemi di salute e vorrei chiedere l’invalidità. Mi è stato detto che esiste un assegno di invalidità che permette di continuare a lavorare.

L’assegno di invalidità, previsto dalla legge 222/84, che permette di continuare a lavorare, riguarda i lavoratori dipendenti iscritti all’Inps del settore privato, e quindi non i pubblici dipendenti.

Per i pubblici dipendenti la legge prevede una pensione di inabilità subordinata al riconoscimento di uno stato di “assoluta  e  permanente  impossibilità  di  svolgere  qualsiasi attività lavorativa”. Tale pensione, disciplinata dall’art. 2, comma 12, della legge 335/95, è conteggiata con un “bonus” contributivo di tanti anni di contribuzione quanti ne mancano al raggiungimento dei 60 anni di età. Essa comporta tuttavia la cessazione del rapporto lavorativo e, laddove riconosciuta, determina il licenziamento per inabilità da parte della pubblica amministrazione datrice di lavoro.

Nel comparto enti locali esiste poi una prestazione di “invalidità minore”, la pensione per inabilità a qualsiasi proficuo lavoro, prevista dall’art.7 della legge 379/55, la quale tuttavia non dispone la corresponsione di alcuna maggiorazione contributiva, ma comporta anch’essa la cessazione del rapporto lavorativo.

Considerata quindi la delicatezza della materia (ogni attivazione di procedura di accertamento sanitario comporta una verifica di idoneità lavorativa da parte dell’amministrazione), e l’opportunità di svolgere un’appropriata valutazione medico legale, le consigliamo di rivolgersi alla sede del Patronato Acli.

 

Per informazioni: www.patronato.acli.it

Pensione di invalidità nel pubblico impiego
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
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Fonte UNHCR