Pensione: Limiti d’età nel pubblico impiego

Sono una dipendente statale con 35 anni di contributi. A dicembre 2014 compirò 65 anni. L’amministrazione può collocarmi a riposo? Posso chiedere di proseguire fino a 67 anni, come prevede la legge?

Lei ha già maturato i requisiti per il diritto alla pensione di vecchiaia: 20 anni di contribuzione minima, e 60 anni di età compiuti nel dicembre 2009.

L’amministrazione è quindi legittimata a collocarla a riposo al compimento del 65° anno di età, limite anagrafico che, nel pubblico impiego statale (salvo eccezioni per particolari categorie quali ad es. militari e forze di polizia, professori universitari…), ancora ad oggi costituisce sia per uomini che per donne il termine ordinamentale al raggiungimento del quale “scatta” il licenziamento d’ufficio.

Se lei non avesse già maturato i requisiti pensionistici, avrebbe potuto proseguire fino ai nuovi limiti anagrafici previsti per l’accesso a pensione di vecchiaia dalla legge 214/2011, cosiddetta “Riforma Fornero”: 66 anni e 7 mesi, nel suo caso.

Lei non può peraltro più invocare neanche il trattenimento in servizio per un biennio stabilito dall’art.16 del decreto legislativo 503/92. Questa norma è stata infatti abrogata per effetto dell’art.1 del recente decreto di riforma della pubblica amministrazione (decreto legge 90/2014). Si tratta pertanto di una facoltà non più esercitabile a partire dal 25 giugno scorso.

 

Per informazioni www.patronato.acli.it

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Fonte UNHCR
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Fonte UNHCR