Pensione: ricongiunzione o cumulo dei contributi?

Sono un’insegnante statale 65enne con poca anzianità di servizio (quasi 10 anni) e precedente contribuzione Inps (circa 14 anni). Come posso fare per andare in pensione?

Le donne dipendenti del pubblico impiego possono attualmente accedere alla pensione di vecchiaia al compimento di 66 anni e 3 mesi di età, e al raggiungimento di un minimo di 20 anni di contribuzione.

I due “spezzoni contributivi”, uno accreditato presso l’Inps (lavoro privato), e l’altro presso l’ex Inpdap (insegnamento statale), se autonomamente considerati, non sono sufficienti per la maturazione del diritto a pensione.

Ai fini del raggiungimento del minimo contributivo dei 20 occorre dunque ricongiungerli o totalizzarli.

La ricongiunzione ai sensi della legge n. 29 del 1979 è lo strumento che consente l’unificazione dei due periodi contributivi in un’unica cassa previdenziale (l’Inps o l’Inpdap). E’ un’operazione generalmente onerosa che permette la liquidazione di un’unica pensione a carico della gestione accentrante.

La totalizzazione ai sensi del D.Lgs. n. 42 del 2006, o il cumulo a norma della legge n. 228 del 2012, sono invece gli strumenti che consentono di sommare gratuitamente i due periodi, che rimangono accreditati nelle gestioni di competenza, e conducono alla liquidazione di una sola pensione, formata da singole quote a carico delle gestioni stesse.

Le diverse soluzioni comportano un differente importo pensionistico complessivo.

Per individuare quale percorrere occorre quindi operare calcoli di raffronto.

Per informazioni: www.patronato.acli.it

Pensione: ricongiunzione o cumulo dei contributi?
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Fonte UNHCR
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