Permesso di soggiorno a punti

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 11 novembre 2011, n. 263 il D.P.R. 14 settembre 2011, n. 179 recante “Regolamento concernente la disciplina dell’accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato”, a norma dell’articolo 4-bis, comma 2, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. In pratica da marzo entrerà nel vivo l’applicazione del così detto permesso di soggiorno a punti. Rimandando alla consultazione sulla GU del testo nella sua forma integrale (GU n. 263 del 11-11-2011) ricordiamo qui brevemente cosa prevede.

Di cosa si tratta?Lo straniero, contestualmente alla domanda di permesso di soggiorno stipula un “accordo di integrazione” con lo Stato (art.1) che ha una validità biennale, prorogabile di un anno ancora.Si parte da 16. Dice infatti il Regolamento che : “All’atto della sottoscrizione dell’accordo, sono assegnati allo straniero sedici crediti corrispondenti al livello A1 di conoscenza della lingua italiana parlata ed al livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia” (art.2)A cosa si impegna lo straniero?“lo straniero si impegna a: a) acquisire un livello adeguato di conoscenza della lingua italiana parlata equivalente almeno al livello A2 di cui al quadro comune europeo di riferimento per le lingue emanato dal Consiglio d’Europa; b) acquisire una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica e dell’organizzazione e funzionamento delle istituzioni pubbliche in Italia; c) acquisire una sufficiente conoscenza della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanita’, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro e agli obblighi fiscali; d) garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione da parte dei figli minori”.(art.2)Oltre a questo lo straniero dichiara “di aderire alla Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione” redatta nel 2007. (art.2)E lo Stato a cosa si impegna?“Lo Stato si impegna a sostenere il processo di integrazione dello straniero attraverso l’assunzione di ogni idonea iniziativa” facendosi aiutare da regioni, enti locali, centri per l’istruzione degli adulti, organizzazioni del terzo settore, organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori. Lo Stato poi “assicura allo straniero la partecipazione ad una sessione di formazione civica e di informazione sulla vita in Italia” (art. 2).Sono esclusi da questa disciplina alcune speciali categorie di stranieri: quelli affetti da patologie o da disabilità tali da limitare gravemente l’autosufficienza o da determinare gravi difficoltà di apprendimento linguistico e culturale; i minori non accompagnati; le vittime della tratta di persone, di violenza o di grave sfruttamento. Per queste due ultime categorie sono già previsti percorsi speciali. In pratica lo straniero entro i tre mesi successivi a quello di stipula dell’accordo partecipa gratuitamente alla sessione (durata non inferiore a cinque e non superiore a dieci ore)  di formazione civica e di informazione sulla vita civile in Italia. Da ciò la legge confida che lo straniero acquisisca in forma sintetica le conoscenze definite d’intesa con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e che venga informato dei suoi diritti e dei doveri, degli obblighi inerenti al soggiorno, dei diritti e doveri reciproci dei coniugi e dei doveri dei genitori verso i figli secondo l’ordinamento giuridico italiano, anche con riferimento all’obbligo di istruzione. Allo straniero – sempre secondo il Regolamento – dovrebbero essere comunicate le principali iniziative a sostegno del processo di integrazione degli stranieri a cui egli può accedere nel territorio della provincia di residenza e sulla normativa di riferimento in materia di salute e sicurezza sul lavoro.Cosa succede se lo straniero non approfitta di questa formazione?La mancata partecipazione alla sessione di formazione civica e di informazione da luogo alla perdita di quindici dei sedici crediti assegnati all’atto della sottoscrizione dell’accordo. Lo straniero può invece aumentare i suoi crediti se acquisisce livelli superiori di conoscenza della lingua italiana, della cultura civica e della vita civile in Italia ovvero se consegue diplomi o titoli comunque denominati aventi valore legale di titolo di studio o professionale.  Li può però perdere se viene colpito da provvedimenti giudiziari penali di condanna anche non definitivi, o di misure di sicurezza personali, o gli viene inflitta definitivamente una sanzione pecuniarie di importo non inferiore a 10 mila euro, in relazione a illeciti amministrativi e tributari.

Permesso di soggiorno a punti
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