Pesaro: La città è ferma, serve un nuovo welfare

“Tre anni fa avevamo nella provincia di Pesaro un tasso di disoccupazione al 3,5%. Oggi è raddoppiato. La città è ferma. Non cresce più”.Sono le amare considerazioni di Maurizio Tomassini, presidente delle Acli di Pesaro Urbino, durante la presentazione – avvenuta il 19 maggio – del secondo dossier della Caritas diocesana “Dalle povertà alla speranza. Dietro i numeri della crisi le persone che soffrono. 2008-2010”, realizzato in collaborazione con le Acli.Nella sua relazione, il presidente Acli ha ricordato le costruzioni che crescevano, i numerosi lavoratori immigrati dall’Italia e dall’estero, i cantieri sempre aperti, lo sviluppo anche nei piccoli centri.

“Già allora come Acli – ha detto Tomassini – ci preoccupavamo che bisognava assicurare un sistema di welfare adeguato ai bisogni delle famiglie a partire dalla grande mancanza degli alloggi. Oggi la necessità è ancora più forte perché la città non cresce più”.La soluzione potrebbe essere quella prospettata da Pier Paolo Inserra, presidente dell’associazione Parsec e docente dell’Università di Roma Tre. Visto che il welfare locale ha subito forti tagli delle risorse è necessario, ha detto Inserra “ottimizzare i servizi, creare integrazione tra imprese sociali, volontariato ed enti pubblici, valorizzare e differenziare le risorse e infine promuovere un nuovo patto sociale tra profit, non profit e istituzioni”.

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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR