Piccola guerra perfetta

Elvira Dones racconta, da un punto di vista esterno ma vicino, la guerra in Kosovo.E raccontare quella guerra, a maggior ragione dopo un tempo breve e lungo allo stesso tempo come sono 12 anni, è un modo per comprenderla e provare a cercare strade per uscire dalla situazione che ancora oggi imprigiona l’area.È un libro al femminile. Femminile la scrittura, il racconto, femminile l’incontro e l’ascolto delle donne, femminili le storie e i personaggi e gli scambi tra loro. Non si può semplificare eccessivamente uesto, traendo conclusioni nette. Ma il fatto che sia femminile ha una connessione con il fatto che (a differenza di altri racconti di guerra) non porta il punto di vista degli eroi, dei combattenti, ma quello delle vittime, delle persone normali.Ed è un libro che mostra la guerra e il suo rompere la normalità delle vite, spezzare le certezze, minare i rapporti, far esplodere ogni aspetto interno ed esterno delle persone.

Oggi, nel 2011, noi siamo ancora e nuovamente in guerra, anche se la crisi economica e le vicende politiche ci portano a dimenticarcene. Ricordare cosa significa una guerra e che conseguenze porta non può che essere un contributo alla ricerca di soluzioni differenti e di vie pacifiche. Vie nonviolente che, tra l’altro, avevano trovato una realizzazione anche in Kosovo, prima dell’esplosione delle armi, nell’esperienza di Rugova e che proprio per la disattenzione di tutta la comunità internazionale non sono riuscite a portare, nonostante la lunga resistenza, ai risultati che avrebbero potuto.Il libro non è estremista o radicale, non fomenta l’odio o la contrapposizione o la violenza. Ma è sicuramente un libro che narra ed esplora una parte, quella albanese. Per una visione più completa o comunque più utile e costruttiva di una esperienza di guerra questa visione non basta. Serve avere anche l’altra parte, quella serba. Non solo sul “dopo”, sulla fase in cui i serbi di Kosovo sono maggiormente e più esplicitamente vittime ma anche sulla fase in cui la guerra ha scolvolto le vite della gente serba “normale”. La riconciliazione è un percorso lunghissimo e complesso. E appartiene in primo luogo ai kosovari (serbi ed albanesi e rom e askhalia e turchi e bosniacchi…). Ma per arrivarci il sentiero non passa da una finta neutralità od osservazione esterna. Passa da singoli racconti di parte ma “onesti” come questo. Che si ricompongono in un insieme che permette il passo avanti.Piccola guerra perfettaElvira Dones€ 17,00Einaudi, 164 p., brossura. 

Piccola guerra perfetta
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR