Piccoli passi per la genitorialità

In questi giorni si parla di una nuova direttiva dell’Unione europea sui congedi di paternità e maternità.Il Parlamento europeo propone agli Stati membri di far usufruire almeno di due settimane di congedo interamente retribuito ai lavoratori neo papà.Inoltre chiede di innalzare l’indennità dei congedi di maternità al 100%. Questa proposta può avere conseguenze ambigue di cui occorre tenere conto:Da una parte, sembra un piccolo passo per accelerare un processo di responsabilizzazione dei padri e di conseguenza una maggiore re-distribuzione dei carichi familiari.Dall’altra parte, potrà avere degli effetti collaterali sull’occupazione femminile per almeno due ragioni:

1) per arrivare ad un’ipotesi di pari opportunità penso non siano ancora paragonabili due settimane per i padri rispetto alle 20 delle madri. Per un datore di lavoro rimane sempre la convenvienza di assumere un uomo.2) l’aumento al 100% dell’indennità, a prescindere dal principio teoricamente corretto, può diventare un boomerang nella pratica per l’inseriemnto lavorativo.Forse sarebbe più efficace ragionare su una proposta differente, che è illustrata qui nell’ambito dei diritti alla conciliazione: innanzitutto innalzare i contributi di congedo per la genitorialità per poi arrivare successivamente ad un congedo di paternità obbligatorio di due mesi, da ususfruirsi a seguito di quello della maternità. Quest’ultima misura avrebbe, innanzitutto, il merito di eliminare la discriminazione per le donne nella ricerca di lavoro, dato che anche i loro colleghi dovrebbero andare in “maternità”. inoltre sosterrebbe il processo culturlae in atto che vede sempre più uomini consapevoli della necessità di rimodellare il loro ruolo di padri. Infatti con un congedo di paternità obbligatorio si avvierebbe un processo di ripartizione diverso dei ruoli tra i generi all’interno della famiglia. 

Piccoli passi per la genitorialità
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR