Povertà e impoverimento. Giovani e donne, attori di un’altra economia

Il rapporto delle donne e dei giovani nei confronti del mercato e dei consumi è stato oggetto di un interesse continuato e intenso: prendendo in prestito un termine del marketing, donne e giovani rappresentano due “target” di consumatori che, a partire dal dopoguerra, hanno avuto una crescente autonomia di spesa; donne e giovani sono stati gli attori fondamentali della società dei consumi al punto che esiste oggi un’ampia gamma di prodotti e servizi esplicitamente creati, distribuiti e pubblicizzati per questi due segmenti di mercato (cosmetici, abbigliamento, ma anche bevande, cibi, libri e film). I giovani e le donne sono quindi sottoposti a continue sollecitazioni al consumo, sono blanditi e coccolati dalle aziende e dai pubblicitari perché da loro dipende una parte consistente della domanda commerciale.
Il libro curato da David Recchia e Federica Volpi offre più di uno spunto per provare a ribaltare l’immagine delle donne e dei giovani come soggetti inermi e passivi di fronte ai richiami del mercato. Buona parte della ricerca, presentata nella sezione centrale del volume, si sviluppa attorno al tema dell’agency di giovani e donne di fronte alle proposte del mercato. Prendendo spunto dalle dinamiche di impoverimento e di erosione dei redditi medi, i due ricercatori delle Acli propongono un’analisi per molti versi inedita: attraverso i dati riferiti ad un campione di oltre mille donne gli autori evidenziano in modo articolato ed empiricamente solido una serie di divergenze dall’immagine della donna vittima del mercato. Emergono nelle risposte delle intervistate posizioni marcatamente critiche rispetto alle disfunzioni del sistema economico contemporaneo; lucidamente le donne contattate per l’indagine evidenziano le falle del sistema, dimostrando una cultura economico-finanziaria inaspettata. Al di là della sezione dedicata alle opinioni del campione, ad interessare è soprattutto la parte relativa ai comportamenti delle intervistate. A riguardo occorre precisare che le intervistate sono state contattate attraverso la rete delle Acli, per cui rappresentano individui già sensibilizzati ai temi della responsabilità; comunque sia, dalle analisi proposte dagli autori si delinea uno scenario nel quale il consumo si trasforma, da atto quasi compulsivo diviene occasione di riflessione sui meccanismi di funzionamento del mondo della produzione e in alcuni segmenti di rispondenti addirittura in un’occasione per esprimere una particolare visione del mondo.

Oltre a questa interessante ricerca empirica il volume raccoglie anche gli interventi ad un convegno organizzato dalle Acli per offrire una cornice culturale al tema del rapporto tra economia e generi-generazioni. Gli interventi di Leonardo Becchetti, Maura Franchi, Emanuela Scalpellini ed Emanuela Mora offrono spunti di vista eterogenei: dall’economia alla storia sociale (molto interessante l’approccio visuale del saggio di Scarpellini), passando per la sociologia. Nel complesso, leggendo in controluce i saggi contenuti nella parte seconda si evidenzia come l’immagine di giovani e donne come vittime del mercato sia frutto di uno stereotipo poiché tanto nel passato, quanto attualmente, il consumo è sempre stato attraversato, come suggerisce Franchi, da correnti eticizzanti.
In apertura e chiusura del libro si trova, infine, una serie di contributi associativi utili a esplicitare la posizione delle Acli sui temi dell’economia e del consumo. In queste pagine si incontrano alcune interessanti riflessioni che, comunque, possono essere riassunte facendo riferimento alla figura del consum-attore, ovvero quel cittadino che ponendosi l’obiettivo di una trasformazione virtuosa dell’economia di mercato fa del consumo una leva di cambiamento, di critica e, in ultima analisi, di esercizio della propria responsabilità. L’altra economia alla quale si allude nel sottotitolo del libro di Recchia e Volpi passa per un nuovo investimento di senso nel mondo delle cose.

Povertà e impoverimento. Giovani e donne, attori di un’altra economia
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR