Acli, preoccupazione per l’accoglienza dei cittadini nordafricani

Subito un provvedimento per contrastare il rischio di una nuova emergenza.

Le Acli esprimono forte preoccupazione per il futuro di migliaia di immigrati che, giunti due anni fa in Italia dai Paesi del nord Africa, da domani sono a rischio di esclusione da ogni forma di tutela umanitaria, essendo scaduto il periodo considerato di “emergenza”.

“Purtroppo, dichiara il presidente nazionale delle Acli, Gianni Bottalico, dobbiamo registrare che a nulla sono servite le indicazioni delle Acli e del mondo del Terzo Settore che hanno più volte segnalato la necessità di una programmazione mirata, per non trovarsi di fronte a nuove e continue emergenze”.
“La nostra attenzione – aggiunge Bottalico – in queste ore è rivolta in primo luogo ai soggetti più vulnerabili, tra cui, i minori, le mamme con bambini, i disabili e le persone ancora in attesa del permesso di soggiorno che, senza l’emanazione di un provvedimento urgente del ministero dell’Interno, rischiano di finire in un limbo”.

Anche nella prospettiva di non lasciare soli gli enti locali e le organizzazioni sociali e umanitarie nella gestione del problema, le Acli chiedono che nell’immediato si portino i posti per l’accoglienza del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) da circa 3.700 ad almeno 5 mila e che si eroghi, a chi non ha ancora ricevuto il permesso di soggiorno, il contributo di 500 euro una tantum, come previsto dalla vigente normativa.

Questi due provvedimenti potrebbero dare una risposta, seppure solo momentanea, ai cittadini immigrati in attesa di una soluzione dignitosa e un necessario sostegno ai circa 200 Comuni che in Italia gestiscono programmi di accoglienza umanitaria.

Acli, preoccupazione per l’accoglienza dei cittadini nordafricani
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR