Purifichiamo il nostro cuore

Gesù dichiara puri tutti i cibi e ci chiede di purificare il nostro cuore.

Gesù si trova ad affrontare il tema della finalità della legge con i rappresentanti della legge stessa: i farisei, che erano i più attenti nel metterla in pratica, e gli scribi, che erano coloro che la interpretavano.

Il confronto sulla legge nasce da un fatto pratico: mangiare senza aver fatto le purificazioni prescritte dalla legge da parte dei discepoli. La domanda viene dai farisei e dagli scribi, che la collegano con la tradizione degli antichi, cioè dei padri del popolo.

Gesù riprende un testo del profeta Isaia (29,13) e risponde con accuratezza: queste pratiche non sono dottrina di Dio, ma degli uomini, infatti il cuore è lontano dalle labbra, cioè c’è una discrepanza tra ciò che si professa nel culto e ciò che si vive nella vita quotidiana. Come dirà san Paolo: non è l’osservanza della legge che salva, ma credere in Gesù risorto figlio di Dio. L’accusa è grave, infatti al seguire dottrina degli uomini, Gesù – interpretando Isaia – aggiunge che essi non seguono il comandamento di Dio. Se a questo avessero aggiunto altre pratiche, forse non sarebbe stato così grave, ma di fatto Gesù dice che essi hanno sostituito i comandamenti di Dio con quelli degli uomini, e questo non è bene, come abbiamo visto nella prima lettura. Nei versetti 9-13, omessi dalla liturgia, Gesù esemplifica constatando come essi non osservano il comandamento dell’onorare i genitori. Essi infatti dichiarano che ciò che serve ad aiutarli sul piano materiale è cosa sacra offerta al Signore e quindi non può essere utilizzata per aiutare il padre e la madre, infrangendo il comandamento di Dio per onorare una prassi degli uomini. Gesù conclude questa esemplificazione dicendo: «E di cose simili ne fate molte».

Gesù si rivolge ora alla folla che assisteva alla discussione affermando in modo generale che ciò che rende impuro l’uomo è ciò che esce dal suo cuore e non è ciò che mangia e continua esemplificando ancora una volta ciò che intende dire per «propositi di male».

Il compito dell’uomo è quello di custodire il proprio cuore per non distorcere il proprio desiderio di vita propendendo più per il dominio sull’altro che sulla collaborazione per una vita comune fatta di fraternità e giustizia. Gesù ci vuole accompagnare in questo cammino di “educazione del desiderio”, di ciò che abita il cuore e che fuoriesce con le nostre azioni quotidiane nella storia degli uomini e delle donne per inquinarla o renderla pura, cioè compatibile con quella dei fratelli.

 

30 agosto 2015 – XXII Domenica Tempo Ordinario – Anno B

Marco 7,1-8.14-15.21-23

In quel tempo, 1 si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. 2 Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate 3 – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi 4 e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, 5 quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». 6 Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:

“Questo popolo mi onora con le labbra,

ma il suo cuore è lontano da me.

7Invano mi rendono culto,

insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.

8Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».

14 Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! 15 Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». 21 E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, 22 adultèri, avidità, malvagità, in­ganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. 23 Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

 

Leggi tutto nel documento allegato

 

Purifichiamo il nostro cuore
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR