“Quali riforme per la politica?”Il documento delle Acli milanesi

La Presidenza delle Acli milanesi ha recentemente approvato un documento sulle riforme elettorali e istituzionali. Il documento, che trae spunto anche dal Report curato, per le Acli nazionali, dalla funzione Relazioni istituzionali e dalla Fondazione Achille Grandi per il Bene Comune, nasce dall’esigenza di porre all’attenzione dei dirigenti e degli iscritti dell’Associazione alcune dimensioni della politica rispetto alle quali non esiste la certezza di “essere nel giusto”. La pretesa non quella di imporre un pensiero unico, ma di fornire alcune idee-quadro che aiutino a mantenere ben chiara la linea di orizzonte costituita dai principi della democrazia e del bene comune, in modo da poter trarre applicazioni coerenti in merito alle questioni poste sul tappeto dell’attuale stagione politica.

Nel dettaglio, il documento affronta il tema della riforma degli attori della politica e in maniera specifica dei partiti, la riforma del sistema elettorale, il ripensamento del bicameralismo perfetto e il ruolo del Senato della Repubblica, la riforma del Titolo V della Costituzione, l’abolizione delle Province (e di conseguenza la riattribuzione delle loro competenze), la realizzazione delle Città Metropolitane. L’auspicio è che tutte le riforme volte a razionalizzare e snellire gli organi di governo e la Pubblica Amministrazione possano ridare ossigeno ai Comuni, cioè a quelle istituzioni che svolgono la prima e fondamentale funzione di raccordo con le persone, con le famiglie e con i territori, le cui risorse negli ultimi anni sono state il bersaglio di tagli spesso ingiustificati.

Questi temi sono stati ripresi e discussi in occasione dell’iniziativa “Quali riforme per la politica?”, che si è tenuta lo scorso 28 maggio, e alla quale sono intervenuti il Presidente delle Acli milanesi Paolo Petracca, il politologo Stefano Ceccanti e la costituzionalista Marilisa D’Amico. 

“Quali riforme per la politica?”Il documento delle Acli milanesi
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