Ravenna: Sconcerto per dichiarazioni di Liverani

Sconcerto nelle Acli dell’Emilia Romagna e di Ravenna per le dichiarazioni del candidato sindaco Enrico Liverani, che dalle sue dichiarazioni sembra disposto a trascrivere nei registri comunali le unioni tra persone dello stesso sesso. “Il vero apporto di civiltà – dicono le Acli – è tutelare le famiglie”

«Le Acli – ha commentato Wlater Raspa, presidente delle Acli in  Emilia Romagna e Ravenna – sono, statutariamente, apartitiche e apolitiche. Questo non significache non dobbiamo valutare le idee portate avanti dai candidati, specie laddove contrastino con i nostri principi e valori. Riteniamo grave che un candidato sindaco, dunque candidato a rappresentare una pubblica istituzione, si contrapponga alle indicazioni giunte dai prefetti in materia, in assenza di una legge nazionale. Le battaglie ideologiche al di fuori della legalità non giovano a nessuno.

Il vero atto di civiltà, da portare avanti in campagna elettorale, non per raccogliere voti, ma per fornire un supporto concreto ai cittadini è tutelare le famiglie, cellula della società e, oggi, in sempre crescente difficoltà di fronte alla crisi. Peraltro, i registri delle unioni civili si sono già rivelati uno strumento inadeguato al problema e un grande flop in tutte le Città in cui sono stati attuati, come a Bologna».

«A questo punto», conclude Raspa «faremo le nostre valutazioni prima di andare alle urne, ripeto, mai sulla persona, ma necessariamente sulle idee e i principi di cui ogni candidato intende farsi portatore».

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