Reddito di inclusione, raggiunte 900mila persone

Presentato il primo bilancio da Inps e ministero del Lavoro. I dati dell’Osservatorio statistico sul Rei. È stata raggiunta metà della platea potenziale e l’importo medio mensile raggiunge i 328 euro in Campania

L’Osservatorio statistico sul reddito di inclusione, presentato oggi dall’Inps e dal Ministero del Lavoro, rivela anche che sono stati coinvolti dal Rei (Reddito di inclusione) 316.693 persone (in 110 mila famiglie) mentre altre 47.868 persone (in 119 mila famiglie) sono state interessate dal Sia (il Sostegno di inclusione attiva). A presentare i rislutati, insieme al presidente dell’Inps Tito Boeri c’è Roberto Rossini, presidente delle Acli e portavoce dell’Alleanza contro la Povertà.

Per Rossini «i dati dicono che il Rei è uno strumento efficace in particolare nell’attenzione al sud a alle famiglie numerose e con disabili. È la strada giusto e dobbiamo continuare a percorrerla».

Le persone beneficiate da misure di contrasto alla povertà infatti sono, nel primo trimestre 2018 quasi 900 mila e 7 su 10 dei beneficiari risiedono al Sud Italia. Campania in testa, seguita da Sicilia e Calabria.

Ma Rossini sottolinea come «non è la stessa cosa essere poveri in Trentino o in Campania: la grande sfida sarà intervenire sul welfare locale».

L’importo medio mensile è di 297 euro e varia da regione a regione. Si passa da un minimo di 225 euro per la Valle d’Aosta fino ai 328 per la Campania; complessivamente le regioni del Sud hanno un valore medio più alto di quelle del nord e del centro. Per le famiglie in difficoltà il Rei, il reddito di inclusione, è uno dei principali sostegni economici.

Il numero medio di componenti per nucleo familiare è passato da 4 per il Sia a 3 per il Rei. L’incidenza dei percettori del reddito di inclusione risulta massima per i nuclei con 6 o più componenti.

«I dati dicono che è uno strumento che risulta più generoso con le famiglie più numerose. Quindi si muove su un’ottica di equità», ha aggiunto Rossini.

In conclusione quindi secondo il portavoce dell’Alleanza «i dati ci dimostrano che lo strumento è quello giusto. È importante proseguire su questa strada, rafforzandolo sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. È i infatti necessario aumentare le risorse per raggiungere tutte le persone in povertà assoluta e per ampliare l’importo del beneficio economico erogato. È altrettanto importante investire sui servizi del welfare locale, chiave essenziale per far sì che la misura sia efficace in modo uniforme su tutto il territorio nazionale . Ad un anno dalla firma del memorandum, possiamo esprimere apprezzamento per il lavoro svolto».

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Fonte UNHCR
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