Regime dei “nuovi minimi”: ecco come funziona

Ho 51 anni e sto per avviare un’attività come libera professionista. Posso usufruire del regime fiscale dei “nuovi minimi”?

Dal punto di vista anagrafico chiunque – anche un 51enne – può accedere al nuovo regime fiscale dei minimi entrato in vigore dal 1° gennaio 2012. E’ bene fissare, però, alcuni punti che vanno al di là del semplice aspetto dell’età.

Partiamo dai vantaggi. Il nuovo sistema, come si legge esplicitamente nel testo del decreto, mira a “favorire la costituzione di nuove imprese da parte di giovani” e “di coloro che perdono il lavoro”, stabilendo però altrettanti requisiti per godere del beneficio.

Possono accedere al nuovo regime le persone fisiche che intraprendono, a partire dal 1° gennaio 2012, un’attività d’impresa o di lavoro autonomo, o che l’abbiano già intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007, alla quale verrà applicato, in sostituzione dei normali adempimenti (vedi Iva, Irap, Irpef, più le relative addizionali), un prelievo forfettario sul reddito d’impresa ridotto dal 20% al 5% .

Di norma l’agevolazione prevede una durata standard di cinque anni (cioè l’anno di inizio attività + i successivi quattro), ma in alcuni casi potrebbe durare anche più a lungo, a condizione però che il contribuente, alla scadenza del quinquennio, non abbia ancora compiuto 35 anni. Con questo è dunque possibile chiarire il dubbio legato all’aspetto anagrafico.

Ad esempio un novello imprenditore di 25 anni potrà rientrare nel novero dei “minimi” per tutto un decennio, visto che allo scadere dei 5 anni canonici lui comunque ne avrà ancora 30. Se invece l’imprenditore avvierà la sua impresa avendo già compiuto un’età pari o maggiore a 30 anni il massimo che potrà ottenere saranno i cinque anni di agevolazione stabiliti dalla legge.

Detto questo, è altrettanto fondamentale ricordare che vi sono dei requisiti ben precisi per poter aderire al regime semplificato. Il decreto prevede infatti:

che il contribuente in procinto di avviare l’attività “non abbia esercitato nei tre anni precedenti” altra “attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare”;

che “l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, una mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo”

che “qualora venga proseguita un’attività d’impresa svolta in precedenza da un altro soggetto, l’ammontare dei relativi ricavi realizzati nel periodo d’imposta precedente non sia superiore a 30.000 euro”.

 

Per informazioni: www.caf.acli.it

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