Riduzione dell’affitto. Va registrata?

Per motivi economici ho concordato con il mio padrone di casa di pagare un affitto ridotto rispetto a quanto stabilito nel contratto. Dobbiamo comunicare il cambiamento all’agenzia delle Entrate?Secondo il chiarimento fornito dall’agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 60/E del 28 giugno 2010, non sussiste in capo ai contraenti l’obbligo di comunicare all’Amministrazione finanziaria la modifica contrattuale intervenuta, ad eccezione dell’ipotesi in cui l’accordo di riduzione del canone sia formalizzato nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata.

L’accordo di riduzione del canone relativo a un contratto in corso di validità non rientra, infatti, nelle fattispecie contemplate dall’articolo 17 del Tur in quanto non si tratta di cessione, risoluzione o proroga dell’originario contratto di locazione, né nella previsione dettata dall’articolo 19 che impone di assoggettare a registrazione qualsiasi evento successivo alla registrazione che dia luogo a una ulteriore liquidazione dell’imposta.Se il locatore intende acconsentire a tale riduzione sarebbe comunque opportuno che l’accordo fosse registrato per potere, di conseguenza, indicare in dichiarazione un reddito inferiore e pagare, quindi, minori imposte.Il canone di locazione, infatti, costituisce reddito anche se non percepito, in quanto calcolato secondo il criterio della competenza e soltanto se si è concluso il procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore è possibile non dichiaralo.La facoltà di registrare volontariamente l’accordo consente, infatti, alle parti contraenti di informare l’Amministrazione finanziaria del nuovo accordo intervenuto, rendendolo certo di fronte ai terzi e dandogli, quindi, valore probatorio.La registrazione di un atto ha comunque un costo. Secondo quanto precisato nella risoluzione precedentemente citata, anche in questo caso trova applicazione la previsione dettata dall’articolo 5 della Tariffa allegata al Tur la quale stabilisce che “… l’ammontare dell’imposta, per le locazioni e gli affitti di beni immobili, non può essere inferiore alla misura fissa di euro 67”.Pertanto, anche se l’accordo di riduzione del canone non realizza un’ipotesi contrattuale autonoma, ma è collegato ad un contratto di locazione già regolarmente registrato, deve comunque scontare un’imposta pari a 67 euro. Inoltre, ai fini dell’imposta di bollo, la scrittura privata con cui si riduce il canone di locazione, è soggetta, ai sensi del disposto di cui all’articolo 2, della Tariffa, parte prima, allegata al Dpr 26 ottobre 1972, n. 642, al tributo fin dall’origine nella misura di euro 14,62 per ogni foglio.

Riduzione dell’affitto. Va registrata?
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR