Rimanere in Gesù per trovare la vita

Rimanere in Gesù ci dà vita. E’ lui la sorgente della vita e solo rimanendo in Lui possiamo attingere alla vita vera.

Siamo nella parte del vangelo in cui Giovanni racconta i discorsi di commiato (Gv capp. 14-17) che Gesù rivolge ai suoi discepoli, dopo l’ultima cena e prima della passione.

Giovanni ci offre una metafora per riflettere sulla relazione tra noi e Gesù, quella della vite, già presente nell’Antico Testamento (cfr. Is 5,1-7) e nei vangeli (cfr. Mt 21,33-44). L’evangelista sottolinea l’aspetto della comunione tra i tralci e la vite. La potatura annuale è ciò che permette di eliminare ciò che non è più utile e non può più dare frutto, perché l’ha già fatto, così da rinvigorire la pianta perché fruttifichi meglio l’anno successivo.

E’ un’immagine che descrive la conversione dell’uomo: Dio ci sottrae ciò che non può più dare frutti, perché lo ha già fatto, e rende essenziale la nostra vita perché diventi evidente che si poggia sull’amore che viene da Dio, potendo così dare più frutto.

I discepoli sono già puri per la parola loro rivolta da Gesù e che essi hanno accolto. Accogliere la vita di Gesù purifica il cuore e rivela la verità della comunione e vicinanza di Dio all’uomo.

Il portare frutti di comunione e di vita giusta dipende dal rimanere in comunione con Gesù. La vera e giusta vita viene dal rimanere in Cristo.

Cosa vuol dire che senza di lui non possiamo fare nulla? Non sembra essere la condizione normale della vita di ciascuno di noi. Tutti operiamo e facciamo la nostra vita, moltissimi senza avere consapevolezza di Gesù e del fatto che è origine della nostra vita.

La vita vera però, possiamo viverla solo se viviamo come Gesù, colui che ha vissuto la propria vita in comunione con Dio mostrando così a noi cosa vuol dire ciò. Tramite la comunione con Gesù possiamo entrare nella stessa dinamica di relazione con Dio: rimanere in comunione con Gesù, che è in comunione con il Padre, ci fa entrare nella vera relazione con Dio.

Come dice san Paolo (Rm 1,19-20) tutti possono riconoscere Dio nelle opere da lui compiute, a cominciare dalla creazione, e quindi nessuno è escluso dalla possibilità di entrare in comunione con Gesù.

Rimanere vuol dire farsi compagnia, discorrere insieme, condividere e abitare uno spazio e un tempo comuni. Rimanere in Gesù significare abitare la sua relazione con il Padre e lo Spirito, condividere questo suo spazio-tempo relazione vitale per lui e dunque anche per noi. Condividerlo vuol dire volere le medesime cose: la vita per tutti e l’amore vicendevole.

Questa è la gloria di Dio: che gli uomini possano vivere secondo la sua verità e la sua giustizia, così che il frutto della comunione con Gesù si comunichi a chiunque voglia accoglierlo per diventare a propria volta operatore dell’amore di Dio.

 

3 maggio 2015 – V Domenica di Pasqua – Anno B

Giovanni 15,1-8

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 1 «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. 2 Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3 Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

4 Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. 5 Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6 Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

7 Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. 8 In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

 

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Rimanere in Gesù per trovare la vita
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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