Rina Ortolani, 30 anni di Patronato per la sua comunità

Rina Ortolani ha 87 anni. Per 30 anni, dopo aver lasciato il suo lavoro, ha operato come volontaria per il Patronato Acli di Appiano (BZ).
Ha festeggiato solo qualche giorno fa la sua meritata “pensione” da promotrice sociale. Ma non si è messa a riposo per nulla.

La chiamo a casa e a un certo punto la sento rispondere in tedesco al citofono. “È una signora anziana – mi spiega, mentre accoglie la donna e la invita, in tedesco, ad aspettarla un attimo – che ha bisogno di aiuto per la pensione, con il modello Red. Ormai sono abituati in paese a venire da me. Per quel che posso, aiuto ancora”.

La casa di Rina è stata negli ultimi anni il primo “ufficio” di Patronato della comunità di Appiano, 5 mila abitanti nella valle dell’Adige incornicato dalle vette del Macaion, del Penegal e del Mendola.
Come tutti i promotori sociali – la rete di volontari del Patronato Acli, una figura storica dell’azione sociale dell’associazione sin dalla sua nascita – Rina ha fatto da mediatrice tra i bisogni dei suoi concittadini e l’insostituibile lavoro dei professionisti della sede di Bolzano, che concretamente inviano le pratiche all’Inps. “Prima per ogni piccolezza – spiega la signora Ortolani – bisognava andare in città”.

Ed è parecchio di più di un semplice lavoro d’ufficio: “Non sa quante volte sono andata in casa ad aiutare sopratutto i più anziani a cercare i documenti necessari, che non si ritrovavano. Però non mi è mai pesato. L’ho fatto volentieri”.

“Ringrazio Dio di aver conosciuto Villant”, il vecchio presidente di lingua tedesca del Patronato di Bolzano, che ora non c’è più e che l’ha voluta al Patronato, per mettere a frutto la sua esperienza professionale. “Ci diceva sempre ‘voi siete qui per aiutare la gente, ricordatevelo’. Non è un caso che da queste parti le Acli sono diventato un riferimento e un’associazione molto ben voluta”.

In una comunità in cui il 45% della popolazione è di lingua tedesca e sentirsi italiani, anche nelle fatiche burocratiche, non è per nulla scontato, il servizio di Rina, bilingue, è stato una cerniera di integrazione molto forte.

Una scelta di servizio possibile anche grazie all’impegno del locale circolo Acli e del presidente Luciano Peruzzo, che ha sostenuto la signora Ortolani in questi anni: “Essere a servizio di tutti è stata ed è una questione minima di rispetto”, ricorda lei stessa.

Tante storie di vita hanno bussato alla porta della signora Ortolani. Come ha raccontato al quotidiano Alto Adige, Rina ricorda quel giovane di 36 anni con due figli piccoli che si era rivolto alle Acli per ottenere la pensione: “Non poteva più lavorare: aveva un tumore al cervello e aveva già subito un intervento chirurgico alla testa. Ma aveva pochi anni di contributi. Decidemmo di chiedere per lui la pensione di inabilità che prevede l’assegno massimo. Dopo 3-4 mesi se n’è andato, ma almeno la famiglia ha potuto contare su una pensione decente che gli spettava di diritto”.

Mentre siamo al telefono c’è ancora di là la signora che aspetta e la faccio breve, rammentandole che la bozza della Legge di stabilità prevede drastici tagli ai Patronati: “Meno soldi ai Patronati – dice Rina Ortolani – vuol dire aver meno possibilità di andare incontro alla gente”. Ecco, semplicemente.
 

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Fonte UNHCR
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