Rinnovo dei Comites: le ragioni economiche non prevalgano sulla democrazia

CGIL, CISL, UIL e ACLI replicano alle affermazioni del ministro Giarda sulla possibilità di un ulteriore rinvio delle consultazioni per l’elezione di Comites e Cgie…“Abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni del Ministro Giarda in risposta all’interrogazione degli On.li Razzi, Moffa e Cesario sulla necessità di prorogare, ancora, le funzioni dei Comites e del Cgie eletti nel 2004. Ci sembra che la risposta dell’On.le Ministro, che parla a nome del Ministro degli Esteri, sottintenda un’idea della Democrazia che fa dipendere l’esercizio di un diritto fondamentale, come quello del voto, dalla “disponibilità economica” dell’Amministrazione deputata a renderla esigibile. Un’idea che non possiamo condividere…”. Inizia così la lettera a firma congiunta che CGIL, CISL, UIL e ACLI hanno fatto pervenire ieri al ministro Terzi e al sottosegretario De Mistura, replicando alle dichiarazioni del ministro Giarda sul rinnovo dei Comites e del CGIE, organismi rappresentativi delle comunità italiane all’estero e delle associazioni che li sostengono.

L’interrogazione degli On.li Razzi, Moffa e Cesario avanzava la seguente proposta: “se non si ritenga necessario, stante la situazione di cui sopra e la più volte evidenziata mancanza di risorse, assumere le iniziative di competenza dirette a prorogare, in via del tutto eccezionale, la validità delle attuali rappresentanze dei Comitati degli italiani residenti all’estero e del Cgie, al fine di evitare sperperi di denaro per il loro rinnovo, destinando, di conseguenza, i fondi disponibili e ristabilire la piena operatività degli stessi organismi che potrebbero finalmente tornare a svolgere la loro funzione naturale di servizio a favore degli italiani residenti all’estero”.
A questa, il ministro per i Rapporti con il Parlamento ha risposto, manifestando condivisione, con le seguenti motivazioni “al momento attuale le operazioni di elezione all’estero delle nuove rappresentanze COMITES e CGIE dovrebbero svolgersi entro il 30 dicembre di quest’anno. Al riguardo va sottolineato che, sulla base di una rilevazione effettuata presso le sedi della rete diplomatico-consolare, i costi stimati per organizzare tali operazioni di voto sarebbero pari a 20 milioni euro. I fondi attualmente a disposizione del ministero degli Esteri per questa finalità, risultano insufficienti essendo pari a 6,7 milioni di Euro. Sarebbe quindi necessaria un’integrazione finanziaria di circa 13 milioni di euro il che costituisce indubbiamente un impegno considerevole nell’attuale delicata congiuntura di bilancio pubblico. La proposta, avanzata dagli Onorevoli interroganti, di una proroga dei Comites e CGIE appare quindi condivisibile ed è all’attenzione del Governo…”.
Di tutt’altro avviso le ACLI che con CGIL, CISL e UIL oppongono al ragionamento del ministro – e prima ancora dei tre interroganti – questioni di tutt’altro tenore, che chiamano in causa i principi democratici e l’esercizio dei diritti, ma anche lo stesso progetto di riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani migrati all’estero e il senso della loro ruolo in seno alle comunità.
“Il bisogno di rinnovamento e di allineamento alle mutate dinamiche dell’emigrazione – è scritto nella lettera inviata alle due più alte cariche del MAE – non consentono di rimandare oltre, pena la negazione del principio e della pratica della rappresentanza sociale, così vitale per la democrazia…”.Leggi il testo completo della lettera

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Fonte UNHCR
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