Salerno: Il lavoro per uscire dalla crisi

Ripartire dalla forza (del) lavoro per abbattere le tante e troppe iniquità, che non consentono un armonioso sviluppo dei bisogni delle persone e della vita buona. Questo il messaggio delle Acli salernitane che si preparano a vivere la festa dei lavoratori in tre momenti con incontri e riflessioni.

Si inizia il primo maggio quando i circoli Acli di Pontecagnano Faiano “Il Ponte per il futuro” e “Corso Italia” proporranno un momento di riflessione sul lavoro, che culminerà con la celebrazione alle ore 11.00 della messa nella chiesa del Ss. Corpo di Cristo in Piazza Risorgimento a Pontecagnano. Le Acli Salerno saranno invece con  il corteo dei lavoratori, che partirà alle ore 09.30 da piazza Diaz a Nocera Inferiore.

Di lavoro si parlerà anche sabato 3 maggio alle ore 10.00 presso il Museo dello Sbarco a Salerno, in occasione dell’incontro promosso dalle Acli provinciali con i candidati al Parlamento europeo.

L’ultimo evento in programma è fissato per domenica 4 maggio alle ore 17.30 presso la chiesa di San Marco a Teggiano, dove il circolo Acli “Camminare insieme” rifletterà con il vescovo mons. Antonio De Luca sul vangelo del lavoro. Seguirà la benedizione del nuovo affresco del Santo e la cena sociale con i soci del circolo.

In sintonia con la campagna delle Acli nazionali “La forza del lavoro”, le Acli Salerno vogliono ” vivere un primo maggio, che non sia mera commemorazione o inutile contraddittorio; ma tornare a far memoria dei milioni di infortuni sul lavoro, delle morti annunciate, delle percentuali di inoccupazione e del lavoro nero, rimettere il lavoro al centro dell’agenda politica di un territorio.

Guardiamo a un lavoro da tutelare contro la precarietà, magari con l’introduzione di un contratto di ingresso, orientato al tempo indeterminato nell’arco di tre anni, così da superare lo squilibrio tra chi rimane senza lavoro e chi, pur di conservarlo, è disposto a turni sempre più massacranti. Un lavoro aperto ai giovani ma altrettanto inclusivo per chi viene espulso da cicli produttivi molto prima dell’età pensionabile.

La disoccupazione o la cattiva occupazione, conclude Mastrovito – non sono problemi dei singoli lavoratori, di categoria o dei sindacati, sono un problema del Paese Italia. I numeri della crisi, hanno nomi e volti. Festeggiare il primo maggio, per noi è dare a quei volti, speranza nel futuro! “

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Fonte UNHCR
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