Se i papaveri si piegassero all’ingiù

Giuseppe Toniolo il 29 aprile 2012 viene beatificato: un economista-sociologo che antepone la fraternità alla competizione. Mentre le nostre preoccupazioni sono calamitate dalle oscillazioni dello spread tra titoli di stato e dagli andamenti dei mercati azionari, si eleva agli onori dell’altare uno studioso affascinato dall’idea di umanizzare l’economia.

Nelle sue analisi dedica uno spazio alla ricerca delle condizioni per migliorare le chance di vita per tutti, a partire dai più poveri, che hanno il diritto «a salire con cammino progressivo»: una mobilità sociale ascendente da integrare con la capacità degli alti papaveri «di piegarsi all’ingiù, quasi prendendo sulle loro braccia i piccoli per meglio sollevarli a se stessi» scriveva su “Se io fossi un riformatore sociale…” (su I fondamenti della società cristiana, Item edizioni 2009), perché il traguardo dell’uguaglianza per l’economista è la fraternità dell’amore: «dell’amore che pareggia tutto, accomuna tutto, assimila tutto». Chi ha maggiori possibilità, ha maggiori responsabilità verso gli altri e verso la comunità. Sull’ideale della fraternità si fonda la convivenza sociale che non umilia nessuno anzi eleva ognuno nella sua dignità.Viveva nel periodo della Belle Epoque, quando tra gli sfarzi dell’alta borghesia e gli azzardi speculativi internazionali, si nascondevano i germogli della Grande Guerra.Negli affanni del turbo capitalismo moderno si riaffaccia il pensiero di Toniolo, che sicuramente non era un progressista, ma nemmeno un prigioniero dell’ideologia liberista.Era un uomo che esercitava la sua libertà nel tentativo di vivere la sua fede: l’economista di Dio, lo hanno definito. Non si sarebbe mai potuto affezionare alla decrescita felice. Ma già un secolo fa promuoveva l’economia dal basso.Se distogliamo lo sguardo dalla finanza compulsiva, accompagnati da Toniolo incontriamo alcune parole profetiche per affrontare il futuro.Radicare sull’uomo, principio primo di ogni attività, le aspirazioni a uno sviluppo è basilare e rivela ancora oggi tutta la sua fecondità.Descrivere l’economia come attività sociale la preserva dalla tentazione di considerare le leggi di mercato come un assoluto e il profitto come unico motore del mondo.Ricercare l’armonia nelle relazioni industriali e nei rapporti tra imprese piccole e grandi offre una prospettiva altra rispetto alla logica dello scontro tra le classi, ma anche rispetto al superamento della logica competitiva dove pesce grande mangia pesce piccolo.Idee attualissime che già anticipano un tentativo di risposta all’invito della Caritas in Veritate a considerare la logica del dono e della gratuità come punto di partenza per un mercato ispirato all’economia civile.Nella vita di Toniolo troviamo una combinazione felice tra pensare e fare, nella quale la riflessione nutre l’azione e l’azione invita all’umiltà la riflessione. Il beato, nato nel 1845 e morto nel 1918 ha partecipato alla storia del nostro paese: ha stimolato la nascita delle casse rurali e delle cooperative bianche e difeso le associazioni dei lavoratori; ha ispirato, nell’Opera dei Congressi prima e nelle Settimane Sociali poi, i primi passi del Movimento cattolico italiano durante e dopo il Risorgimento; ha contribuito a pensare una “democrazia cristiana” che, quasi vent’anni dopo la sua morte, diventerà il partito di maggioranza nel Secondo dopo guerra.

Se i papaveri si piegassero all’ingiù
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR