Seguire Gesù per la vita

Questo racconto di Marco vuole sottolineare le condizioni personali per la sequela di Gesù. L’incontro con un tale è l’occasione per Marco di ricordare, alla comunità cui si rivolge, quali condizioni Gesù chiede a chi vuole seguirlo. La domanda del tale è pertinente, egli va da Gesù per sapere cosa deve fare per ereditare la vita eterna. E’ una domanda che dovremmo sempre avere presente e che dovrebbe guidare i nostri comportamenti a breve e a lungo termine.

Gesù rimanda il tale alle sue conoscenze, a quello che sanno tutti, ed enumera la seconda parte del decalogo, quella cosiddetta dei comandamenti verso il prossimo. Gesù non parla dei comandamenti verso Dio, perché: «Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede» (1Gv 4,20). Gesù vuole verificare che il tale sia capace di amare il fratello, prima ancora di Dio.

Avuta risposta positiva della pratica di questi comandamenti fin dalla giovinezza, Gesù lo ama e risponde alla sua domanda sulla domanda vita eterna. E’ una risposta di amore che vuole proporre la vita al suo interlocutore, la vita eterna, quella che non verrà meno. L’invito a vendere tutto per seguire Gesù – che non possiede nulla, nemmeno un luogo dove posare il capo -, è simile all’invito a seguirlo che Gesù ha rivolto ai discepoli della prima ora. Anche loro avevano osservato i comandamenti, eppure avevano lasciato tutto: il lavoro e la famiglia, per seguire Gesù.

Lasciare le ricchezze vuol dire confidare in Dio e nella sua promessa di vita. Per Gesù credere in Dio non è questione prima di tutto di praticare un culto, ma di amare il prossimo e di fidarsi di Dio. Il culto esprime questa vita che si fa compagnia, che condivide un pasto per dire che si vive secondo questa intenzione di Gesù.

Gesù, questa volta, non trova corrispondenza nel suo interlocutore. Non sappiamo cosa è successo in seguito. Certo è che qui non c’è una risposta immediata e convinta, come lo fu per i primi discepoli. Gesù riconosce che le molte ricchezze possono rendere difficile entrare nel regno di Dio, perché occorre scegliere se avere fiducia in Dio o nelle ricchezze, per avere la vita eterna: «non potete servire a Dio e a mammona» (Mc 6,24).

La difficoltà che sconcerta i discepoli riguarda la ricchezza, e viene ribadita da Gesù. Entrare nel regno di Dio vuol dire accogliere la sua regalità su una comunità di uomini e donne che vivono da fratelli, occorre giungere all’essenziale per passare dalla cruna di un ago. La cura dimagrante riguarda non tanto il possesso dei beni, quanto l’attaccamento ad essi.

Paolo dice di sé: «ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco; sono iniziato a tutto, in ogni maniera: alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza» (Fil 4,12-13). E’ Dio che salva, nel senso che accoglie chiunque voglia fidarsi di lui. E Dio è capace di cogliere anche il più piccolo segno di fede in luiLa canna infranta non spezzerà,non spegnerà il lucignolo fumigante, finché abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le genti», Mt 12,20-21).

Pietro si spaventa e a nome dei suoi compagni rivendica il fatto che loro hanno già fatto questa scelta di rinunciare alla ricchezza. Ha timore che neanche questo basti. Gesù lo rassicura che Dio sa dare pienezza alla vita di colui che lo segue con cuore sincero e fiducioso. La parola di Dio compie ciò che dice, avendo fiducia che le persecuzioni non sono l’ultima parola, che è invece quella che viene da Dio per la vita eterna.

 

11 ottobre 2015 – XXVIII Domenica tempo ordinario – Anno B

Marco 10,17-30

In quel tempo, 17 mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19 Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».

20 Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21 Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22 Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. 23 Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!».

24 I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26 Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27 Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

28 Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29 Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30 che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

 

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Seguire Gesù per la vita
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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