Seguire Gesù per servirlo

Siamo a Gerusalemme,  dopo l’ingresso messianico di Gesù, per celebrare con lui la Pasqua. I farisei constatano il consenso che Gesù ha tra la folla. Ora, per la Pasqua, salivano a Gerusalemme anche dei Greci, i cosiddetti proseliti, che credevano in Dio e osservavano in parte la legge. Essi si accostano a uno dei discepoli, Filippo, che probabilmente conoscevano, per avere un incontro personale Gesù, di cui avevano sentito parlare.

Il discorso che Gesù fa a Filippo ed Andrea è rivolto sia ai greci che ai discepoli, ed è una rivelazione sul significato di ciò che sta per compiersi.

L’ora della glorificazione del Figlio dell’uomo è giunta. Gesù ha predicato il vangelo, fedele alla missione ricevuta dal Padre, e per questo viene glorificato dal Padre. Ma perché questo accada egli deve morire per poter portare il frutto della salvezza. La metafora del chicco di grano, che si trasforma sottoterra per produrre molto frutto, aiuta la nostra intelligenza a comprendere perché Gesù accetta la sua morte come via necessaria per la vita di tutti.

Il v. 25 suona duro per le nostre orecchie attente al valore della vita e va pertanto interpretato. Il detto è costruito su un’opposizione radicale tra amore e odio, tra perdere e conservare. Ma il parallelismo non è perfetto, in quanto all’odio per la vita, si aggiunge la specificazione: in questo mondo, e la conservazione è per la vita eterna. La vita è relazione con Dio e i fratelli; volerla amare, nel senso di conservarla solo per sé, conduce alla morte, in quanto è la relazione che ci fa vivere. L’odio indica una repulsione violenta e totale per l’oggetto cui si applica. Odiare la propria vita in questo mondo, è un detto che possiamo intendere come una iperbole – che significa l’opposto – per indicare l’amore totale per la vita che viene da Dio, la vita eterna. Se amiamo troppo questa vita che si conclude con la morte, non possiamo amare la vita vera che viene da Dio e che va oltre  la morte. Odiare la vita terrena è un sentimento che Gesù ci indica per aiutarci a non aggrapparci con tutte le nostre forze ad essa, e così conservare la vita eterna.

Servire Gesù vuol dire seguirlo in questa sua fiducia nel Padre che dà la vita vera. Gesù è turbato da questa esperienza nei confronti della vita e della morte. Adesso che l’ora è giunta e il momento della scelta definitiva si avvicina, Gesù continua ad avere fiducia nel Padre e nella sua capacità di dare gloria al proprio nome, cioè di essere fedele alla propria promessa di vita.

Alla invocazione di Gesù, il Padre risponde affermativamente dal cielo, ed è l’unica volta nel vangelo di Giovanni, a differenza dei vangeli sinottici dove si narra del Padre che si rivolge al Figlio nel battesimo al Giordano e nella trasfigurazione sul monte Tabor.

Gesù spiega anche la voce dal cielo, perché è l’interprete di Dio per gli uomini. Il Padre glorifica il proprio nome operando il giudizio sul mondo quando, sulla croce, la morte verrà sconfitta (cfr. vangelo della settimana scorsa) e con essa il principe di questo mondo, satana. Facendo questo il Padre si mantiene fedele al nome che ha rivelato a Mosè: «Io sono il Dio di tuo padre […] Io sono colui che sono» (Es 3,6.14), nome che dice che lui è l’autore della vita che sconfigge la morte.

22 marzo 2015 – V Domenica di Quaresima – Anno B

Giovanni 12, 20-33
 

In quel tempo, 20 tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. 21 Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».

22Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. 23 Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. 24 In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. 25 Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. 26 Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. 27 Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! 28 Padre, glorifica il tuo nome».

Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».

29La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». 30 Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. 31 Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. 32 E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». 33 Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

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Seguire Gesù per servirlo
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR