Serve una televisione del lavoro

I mass media al servizio di chi ha perso l’impiego. Il 2012 sarà l’anno della crisi e anche della ripresa.
Quest’anno sarà l’anno del lavoro e del non lavoro.
Le previsioni sono fosche e non è escluso che verranno superate le due asticelle del 33% di disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni e del 10% di disoccupazione generale. I senza lavoro ufficiali sono oltre 2,3 milioni ma rischiano di vedere ingrossate le loro fila. Quest’anno deve essere un anno speciale per i mass media che dovrebbero tutti occuparsi con maggiore energia dei temi del lavoro. Carta stampata, radio, televisioni dovrebbero accompagnare il mondo del lavoro a riacquisire un po’ di fiducia e di speranza. Il lavoro è oggi un bene scarso, ma contemporaneamente ci sono aziende che cercano personale e non lo trovano. Alcuni stimano in 500 mila i posti vacanti.

Quest’anno i mass media devono svolgere una funzione di servizio a favore dei senza lavoro, per accompagnare i servizi all’impiego pubblici e privati nell’opera di riconquista di posti di lavoro. Molto dipenderà dagli esiti del disegno di legge sulla riforma del lavoro, molto dipenderà dalle risorse messe in campo per la crescita e lo sviluppo. Negli anni scorsi sono nate trasmissioni radiofoniche e televisive dedicate al lavoro. È ora che le televisioni e le radio, e in particolare la Rai, dedichino trasmissioni di aiuto e di servizio per chi perde il lavoro. È questo il tempo. Se non ora quando. È questo il vero servizio pubblico. C’è troppa tv spazzatura. È ora che il lavoro conquisti il suo spazio nella televisione intelligente.
*fonte: Lavori in corso – lastampa.it

Serve una televisione del lavoro
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR