Servire i fratelli con Gesù

Gesù ci invita a servire i fratelli come fa lui.

Dopo il terzo annuncio del mistero pasquale di morte e resurrezione che lo attende a Gerusalemme (Mc 10,32-34), Gesù si sente rivolgere una domanda da Giacomo e Giovanni che apparentemente sembra fuori posto. I due apostoli chiedono a Gesù di sedere accanto a lui nella gloria del Regno.

Qui c’è come una sottile ironia di Marco che parte dal duplice significato di regno di Dio, quello di Gesù e quello degli apostoli e dei discepoli. Per Gesù il regno di Dio significa una comunità di persone che accetta la regalità di Dio e che vive secondo fraternità e giustizia. Per gli apostoli invece si tratta di un regno messianico che acquista un valore anche temporale e di presenza nel mondo, nonché di liberazione dal dominio dei Romani.

Giacomo e Giovanni intuiscono qualcosa del mistero pasquale, tuttavia essi vogliono sedere a fianco di Gesù nella gloria del regno, e sono disposti anche a morire con lui per risorgere con lui quando trionferà sui nemici e instaurerà il suo regno.

Gesù riconosce in loro la capacità di passare attraverso il martirio, e dunque di percorrere la sua strada come fedeli discepoli. Tuttavia non può concedere loro il posto che richiedono in quanto non è nel suo potere fare questo. Lì si sederanno coloro per i quali è stato preparato e, dunque, non è per loro, pur non dicendo Gesù chi sono i destinatari di questo onore.

Gli altri dieci apostoli si preoccupano di essere tagliati fuori dalla gloria del regno, perché non hanno ancora intuito cosa vuol dire morire e poi risorgere e soprattutto la natura del regno di Dio che Gesù annuncia. Gesù però sa che ci vuole tempo e che i suoi discepoli comprenderanno bene ciò che annuncia solo dopo la resurrezione. Tuttavia continua a insegnare loro che il regno di Dio non è questione di potere, ma di servizio ai fratelli in favore della vita propria e altrui, come insegna il comandamento dell’amore del prossimo come se stessi (Mc 12,28-34).

Questo perché il capo del regno, il Figlio dell’uomo, ha fatto così, e i suoi discepoli, se vogliono seguirlo, sono chiamati a fare secondo il suo stesso spirito per trovare la vita vera che tanto desiderano. Essi infatti hanno lasciato tutto, come abbiamo ascoltato domenica scorsa, e tuttavia ancora faticano ad avere fede/fiducia in Gesù. Si interrogano continuamente su questa novità del regno di Dio, che permane anche per noi, e che interroga anche la nostra ricerca della vita vera, soprattutto a riguardo del come incarnare questa vita.

 

18 ottobre 2015 – XXIX Domenica tempo ordinario – anno B

Marco 10,35-45

In quel tempo, 35 si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36 Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». 37 Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».

38 Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». 39 Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. 40 Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».

41 Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi cori Giacomo e Giovanni. 42 Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. 43 Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, 44 e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. 45 Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

 

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Servire i fratelli con Gesù
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR