Sicilia: Mercato dell’uva regionale in difficoltà

30 agosto 2010 – In Sicilia nel 2010 si è avuta una riduzione del 50% della produzione di uva. Lo rende noto Acli Terra Sicilia, l’associazione professionale agricola che ha condotto un’indagine in tutta l’isola per mettere in luce eventuali distorsioni del mercato.Per Nicola Perricone, presidente di Acli Terra Sicilia «Incidono sulla produzione sia la “vendemmia verde” che riduce, con circa 10.000 ettari interessati, la produzione di uva di circa 900.000 quintali, sia i premi per l’estirpazione definitiva che hanno ridotto la superficie della Sicilia dedicata alla coltivazione della vite di 5.000 ettari in due anni».

«In questo contesto – continua Perricone – gli aspetti positivi di un andamento climatico favorevole e di una eccellente qualità delle uve, potrebbero far presagire un incremento del prezzo dell’uva con conseguente incremento del reddito per le imprese. Ma in realtà ciò non accade».«Da una prima indagine – continua il presidente di Acli Terra Sicilia – non sembrano esserci, rispetto al 2009, marcati incrementi sui prezzi delle uve sia per i vitigni autoctoni che per gli internazionali».Secondo Perricone il problema è tutto commerciale, professionale e di organizzazione e propone una soluzione in due mosse: «Prima di tutto, l’impresa agroalimentare deve avere un management adeguato alle esigenze di un mercato globale e quindi necessita di interventi mirati come la possibilità di chiudere la filiera, l’orientamento al marketing, la formazione, l’introduzione delle innovazioni, l’apertura verso nuovi mercati potenziali, il potenziamento di azioni di valorizzazione  del prodotto siciliano di qualità».Il secondo passo: «Occorre puntare verso la creazione di organismi (anche a partecipazione pubblica) che, utilizzando personale qualificato e strategie mirate, svolgano l’azione di commercializzazione attraverso la tutela e la promozione per le aziende familiari di piccole dimensioni che non hanno cultura imprenditoriale ma che rappresentano il territorio, che nel complesso producono quantità e qualità, e che per le loro dimensioni e per cultura si affidano a pseudo commerciarti traendo dei prezzi a dir poco vergognosi».«In definitiva –  conclude Perricone – occorro interventi puntuali, con una politica di sostegno regionale e nazionale finalizzata a dare strumenti e opportunità alle numerose famiglie, ai tanti  giovani che dall’agricoltura vogliono trarre la loro fonte di reddito, che del territorio vogliono essere i promotori e gli attori principali».

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Fonte UNHCR
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