Sicurezza sul lavoro: semplificare controlli non cancellarli

Ho letto di recente un titolo di giornale (La Repubblica) che mi ha colpito subito. Il titolo recitava così: “Smantellati i controlli sugli incidenti di lavoro tutto rinviato alle Regioni”. L’incipit dell’articolo è poi grandioso, addirittura epico: “Ci hanno provato in tanti ma nessuno era andato così lontano…”. Il sottotitolo è più pratico e indica il problema: “Allarme per l’articolo 14 del D. L. semplificazioni da domani in parlamento”. Ci sono anche due schede (peraltro ben fatte) sui dati del disastro infortuni in Italia.
Ma che dice l’articolo 14 del D. L. n. 5/2012?
In sintesi si può dire che l’articolo rende esplicite le modalità di realizzazione del suo titolo: “Semplificazione dei controllo sulle imprese”, secondo questo schema:

Le amministrazioni pubbliche sono tenute a pubblicare sul proprio sito istituzionale e sul sito www.impresainungiorno.gov.it la lista dei controlli a cui sono assoggettate le imprese in ragione della dimensione e del settore di attività, indicando per ciascuno di essi i criteri e le modalità di svolgimento delle relative attività.
Al fine di promuovere lo sviluppo del sistema produttivo e la competitività delle imprese e di assicurare la migliore tutela degli interessi pubblici, il Governo è autorizzato ad adottare, anche sulla base delle norme taglia oneri amministrativi di cui al D.L. 112/2001, uno o più regolamenti volti a razionalizzare, semplificare e coordinare i controlli sulle imprese.
I regolamenti sono emanati su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, del ministro dello Sviluppo economico e dei ministri competenti per materia,sentite le associazioni imprenditoriali, nel rispetto di quanto previsto dalle norme per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, in base ai seguenti principi e criteri direttivi:

proporzionalità dei controlli e dei connessi adempimenti amministrativi al rischio inerente all’attività controllata, nonché alle esigenze di tutela degli interessi pubblici;
eliminazione di attività di controllo non necessarie rispetto alla tutela degli interessi pubblici;
coordinamento e programmazione dei controlli da parte delle amministrazioni in modo da assicurare la tutela dell’interesse pubblico, evitando duplicazioni e sovrapposizioni e da recare il minore intralcio al normale esercizio delle attività dell’impresa, definendo la frequenza e tenendo conto dell’esito delle verifiche e delle ispezioni già effettuate;
collaborazione amichevole (sic) con i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità;
informatizzazione degli adempimenti e delle procedure amministrative, secondo la disciplina del codice dell’amministrazione digitale;
soppressione o riduzione dei controlli sulle imprese in possesso della certificazione del sistema di gestione per la qualità (UNI EN ISO-9001), o altra appropriata certificazione.

L’articolo dispone, inoltre, che le regioni e gli enti locali, nell’ambito dei propri ordinamenti, conformano le attività di controllo di loro competenza ai principi sopraccitati mediante apposite Linee guida.
L’articolo precisa, infine, “che le disposizioni del presente articolo non si applicano ai controlli in materia fiscale e finanziaria per i quali continuano a trovare applicazione le disposizioni previste dalle vigenti leggi in materia”.
Osservazioni sull’art. 14

Queste norme sono generali e attengono ai dovuti controlli della Pubblica amministrazione sulle imprese per la tutela degli interessi pubblici. Tra gli interessi pubblici da tutelare si trova anche la sicurezza sui luoghi di lavoro;
le norme dell’art. 14 del decreto legge n. 5/2012 portano all’applicazione di diverse norme già in vigore anche da molti anni (vedi il decreto taglia/oneri amministrativi del 2001) e non ancora attuate;
effettivamente alcuni passaggi procedurali e normativi nascondono criticità che dovrebbero essere chiarite. Esse riguardano:

la concertazione per la stesura dei regolamenti prevista con la partecipazione delle sole parti datoriali;
la previsione di una collaborazione amichevole con i soggetti controllati a fini di prevenzione;
la soppressione o riduzione dei controlli sulle imprese in possesso della certificazione del sistema di gestione per la qualità (UNI EN ISO-9001), o altra appropriata certificazione.

Possiamo dire che la razionalizzazione e la semplificazione dei controlli deve essere attuata, ma senza rischiare di arrivare alla cancellazione totale dei controlli.
*responsabile Salute del Patronato Acli
 

Sicurezza sul lavoro: semplificare controlli non cancellarli
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Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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