Siria: Dalle Acli locali “No all’intervento militare”

Con preghiere, digiuni e appelli le Acli hanno aderito in ogni provincia all’invito di papa Francesco per pregare insieme il 7 settembre per la pace in Siria. A Cagliari le Acli hanno chiesto al presidente del Consiglio Enrico Letta e al Governo di rifiutare l’intervento armato e impegnarsi invece per un’azione diplomatica internazionale. Per Mauro Carta, presidente delle Acli Cagliaritane, “l’intervento diplomatico è l’unica scelta in grado di costruire un processo di pace che abbia come primo obiettivo la tutela della popolazione siriana, già vittima della guerra civile. In questi ultimi anni – aggiunge – abbiamo sperimentato che la guerra è sempre la scelta più disumana, e inutile”.Le Acli di Como si sono impegnate, insieme ad altre associazioni locali, “a sostenere le ragioni del dialogo e della mediazione nei nostri luoghi di impegno sociale, nei nostri luoghi di vita e di lavoro, a favorire la comunicazione e lo scambio di informazioni che privilegino la verità e la giustizia” e hanno invitato “tutti ad esporre la bandiera della pace”.Per le Acli di Bergamo, la scelta militare in Siria non è ineluttabile, e “un intervento militare non servirà a pacificare il Paese. “L’ultimo decennio – si legge nel documento firmato anche dalle Acli di Bergamo – ha mostrato che le guerre alimentano e esasperano violenza e fondamentalismi di ogni tipo. È sufficiente guardare la Libia, l’Afghanistan, o l’Iraq pacificato, dove attentati e vittime civili continuano a essere all’ordine del giorno nell’indifferenza generale”. E ancora: “Deve prevalere la politica, e con essa il rispetto e la dignità di ogni persona umana”. Contro la dittatura, vanno trovate altre soluzioni, con modalità non violente, avvertono poi le Acli trentine che richiamano l’articolo 41 della Carta dell’Onu perché “la guerra è ancora e sempre un’avventura senza ritorno”. Per le Acli Calabria, la guerra in Siria è già “una ferita aperta. Ma ancora più grave e insensato sarebbe estendere il conflitto con un intervento esterno” e vanno prese sul serio le parole del Papa. “In altre occasioni gli uomini non hanno tenuto conto delle parole profetiche dei pontefici e le conseguenze sono state catastrofiche”.Per le Acli di Benevento, che hanno aderito alla veglia promossa dal Papa per ribadire il no alla guerra in Siria, in Medio Oriente e nel mondo, la pace è prima di tutto “opera nostra: essa esige, da parte nostra, un’azione coraggiosa e solidale.”

Siria: Dalle Acli locali “No all’intervento militare”
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR