Sovraccarico biomeccanico e malattie professionali

Sono dipendente da oltre 10 anni in una officina meccanica che ripara camion e altri mezzi pesanti.  Ho un forte dolore alla spalla destra e non riesco più a svolgere il mio lavoro. Cosa devo fare?

Le patologie a carico dei muscoli, delle ossa, dei nervi e dei tendini, quando sono correlate con attività lavorative che comportino un impegno funzionale costante di varie parti dell’arto superiore (spalla, gomito, polso, mano), o di altre parti del corpo (ginocchio, colonna vertebrale ecc), molto spesso configurano quelle che sono chiamate “malattie da sovraccarico biomeccanico”.

I principali fattori nocivi che provocano queste malattie sono quattro e possono essere presenti singolarmente oppure variamente combinati fra loro:

– ripetitività, misurata come numero di azioni al minuto;
– impegno di forza, cioè la gravosità che può misurare a seconda del tipo di lavoro un singolo o più gruppi muscolari;
– gesti lavorativi o postura incongrui, che obbligano il corpo o sue parti in posizioni forzate;
– periodi di recupero non adatti, cioè di riposo insufficiente o mal distribuito.

Queste situazioni fanno rientrare la malattia professionale in quelle considerate “tabellate”, ovvero in cui il nesso causale con l’attività lavorativa è presunta per legge; pertanto compito del lavoratore è quello di dimostrare con certificazione medica di essere affetto dalle patologie e di aver svolto le lavorazioni previste nella tabella dell’Inail.

Per attivare la procedura il lavoratore dovrà recarsi presso il proprio medico, il quale redigerà apposita certificazione; di conseguenza, tramite l’assistenza dell’operatore di  patronato, il lavoratore richiederà il riconoscimento della malattia professione e provvederà a tutti gli adempimenti previsti dalla normativa vigente. 

 

Per informazioni: www.patronato.acli.it

Sovraccarico biomeccanico e malattie professionali
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR